snacksMicroblog, feed rss, recaps su Youtube: i vari campi dell’industria culturale registrano la tendenza a fruire libri, film, musica, video come “snack”. Il consumo di questi prodotti è veloce e immediato: un minuto, un tweet, un click bastano per soddisfare la “fame di contenuto” e il Web si trasforma in un perfetto “distributore automatico”.
La dieta mediale è caratterizzata da un’offerta culturale sempre più ricca con lo scopo di rispondere in modo differenziato ai bisogni di un pubblico eterogeneo. Questo tipo di approccio ai contenuti sembra essere dettato da un atteggiamento compulsivo, frammentario, ben lontano dall’idea di linearità e sembra essere una pura espressione della frenesia della vita quotidiana. Il poco tempo libero a disposizione ci costringe a ritagliare tanti piccoli spazi da impiegare con attività diverse: il risultato è un patchwork di contenuti di varia natura, testuale e multimediale.

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Treccani_blogNe sono cambiate di cose dall’analisi sulle enciclopedie online che facevamo sul questo blog oltre un anno fa, e chi allora si aspettava un rapido incremento delle risorse enciclopediche online ha dovuto ricredersi: in Rete sono sopravvissute solo le enciclopedie che hanno avuto il coraggio di scommettere sul 2.0 e sulla partecipazione degli utenti.

Encarta, l’enciclopedia multimediale prodotta da Microsoft dal 1993, non esiste più. A marzo del 2009 Microsoft ha annunciato che il 31 ottobre 2009 avrebbe chiuso il sito web di Encarta e non avrebbe più fornito i servizi legati a questo prodotto. L’azienda ha giustificato la chiusura di Encarta con i profondi cambiamenti nelle modalità di ricerca delle informazioni, la cosiddetta rivoluzione del web 2.0 e la concorrenza con le enciclopedie online, come ad esempio Wikipedia

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02“Il futuro di Internet sta accadendo in Africa, ora”. Ad affermarlo è un gruppo di blogger e scrittori africani che ho incontrato lo scorso ottobre al Festival di Internazionale a Ferrara. Una frase decisamente forte e spiazzante per chi è abituato ad associare il continente nero a immagini di savane, animali selvaggi e società fortemente legate alle tradizioni, che a fatica sopravvivono in condizioni di estrema povertà e sottosviluppo. Se certamente non si possono cancellare le problematiche che affliggono l’Africa e la sua gente, è anche vero che negli ultimi dieci anni la Rete locale ha compiuto passi da gigante, tanto da registrare percentuali di crescita di gran lunga superiori alla media mondiale.

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