27/10/2009 di Barbara Lauro
Alla voce “Facebook” l’Enciclopedia Treccani online riporta: “Sito web fondato nel febbraio 2004 da Mark Zuckerberg e Dustin Moskowitz. Nato come rete di interrelazione fra studenti universitari statunitensi, F. ha gradualmente esteso la sua utenza all’intera rete telematica ed è divenuto il principale social network presente in Internet. …”
Secondo i dati dell’osservatorio indipendente Inside Facebook gli utenti italiani nel mese di settembre 2009 erano circa 18 milioni.
Sono tante le interpretazioni che possono spiegare le ragioni di un successo così vasto ed esponenziale; c’è chi parla di emotività come carburante del social network, ovvero del fatto che alla base di questo spontaneo successo ci sia la spinta emozionale alla scoperta (o ri-scoperta) di legami relazionali, c’è chi avanza preoccupanti ipotesi sugli eventuali intenti occulti degli amministratori di questo network. (continua…)
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Diretta da Alessandra Casella, autrice e conduttrice televisiva, nonché critico letterario e autrice di romanzi, Booksweb.tv è diventata un punto di riferimento per tutti gli amanti della lettura e per gli addetti ai lavori. Un canale principale e sette canali tematici – con diversi contenuti originali, informazione e approfondimento – che ha il pregio di stimolare la curiosità anche dei non lettori.
(continua…)
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1/09/2009 di Saro Vizzini
Nel circo dell’informazione americana è schioccato come una frustata l’allarme lanciato dal direttore di Businessweek.com, John Byrne: “I media non sono in recessione, ma in uno stadio avanzato di profonda depressione”. A rincarare la dose è stato poi Jeff Howe di Wired: “Una volta ero solito scherzare sul declino della mia professione, ma adesso questo non è più un gioco”. A raccogliere le loro impressioni sul futuro della stampa tradizionale è stata la rivista Internetnews, con un articolo dal titolo emblematico: Il Web ucciderà e salverà il giornalismo.
Un processo irreversibile, secondo i due esperti, che può essere portato a termine solo in un modo: “Considerando il racconto dei fatti come un focolare intorno a cui coinvolgere i lettori in una conversazione”, afferma Byrne. Ma non basta. I giornali tradizionali, anche quelli con una consolidata esperienza on line, dovrebbero promuovere i loro contenuti attraverso tutti i mezzi che la Rete mette a disposizione, come i social media ad esempio. Mentre invece, come accade al Wall Street Journal, a giornalisti e dipendenti è severamente vietato l’uso di Twitter. (continua…)
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