Il concetto di democrazia partecipata sottolinea l’importanza dell’impegno attivo di tutti i cittadini alla vita politica di un Paese. Un tema divenuto molto caldo soprattutto negli anni ’60 e che, in tempi più recenti, ha ricevuto una notevole spinta dalla diffusione di Internet e dalla nascita dei primi progetti di e-democracy.
La crescita e lo sviluppo del Web come strumento quotidiano per la comunicazione, la ricerca e lo scambio di informazioni, ha fornito un contributo importante al rafforzamento dei modelli partecipativi, aumentando, almeno potenzialmente, l’opportunità per i cittadini di interagire ed esprimere punti di vista e idee che gli organismi di potere, in nome dell’interesse comune, hanno il compito di raccogliere e tradurre in fatti.
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Una macchina lenta dai numerosi ingranaggi che con difficoltà si mette in moto e con facilità si inceppa, e la Pubblica Amministrazione non vuole più vestire questi panni. Le PPAA si rifanno il look a colpi di click: acquistano una dimensione più snella e fluida grazie agli strumenti dell’era digitale. La filosofia del Web 2.0 entra nei palazzi istituzionali con l’intento di favorire l’ascolto e il dialogo con il cittadino.
Una prova tangibile di questo nuovo approccio è data dalla recente creazione del manifesto della PA digitale: lo scorso 23 ottobre, all’interno del VeneziaCamp 2009, si è svolto un evento dedicato al Manifesto Amministrare 2.0, il documento in progress che FORUM PA sta promuovendo assieme a diversi attori e network del mondo dell’amministrazione pubblica. Obiettivo: proporre una visione condivisa per favorire la modernizzazione della PA digitale.
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