Data la molteplicità di siti di proprietà e della loro diversità di struttura e logica grafica, il Gruppo Ferrovie dello Stato ha deciso di attuare un processo di armonizzazione attraverso la creazione di un nuovo portale internet che sia il punto di riferimento e di accesso unico a tutti i servizi e contenuti  offerti.

Il nuovo progetto è stato realizzato tenendo conto dei seguenti obiettivi:

continuità del modello grafico, di navigazione e dell’organizzazione dei contenuti delle aree dedicate che compongono il portale, pur nella distinzione e caratterizzazione delle singole specificità secondo gli obiettivi di comunicazione, di contenuto o di servizio

accessibilità nel rispetto degli standard W3C e della Legge Stanca, in modo da agevolare l’ingresso a informazioni e servizi diversificati per target, funzione o argomento da parte di tutti gli utenti, comprese le categorie svantaggiate (disabili, anziani, utenti stranieri o poco esperti)
Navigazione orizzontale tra le aree dedicate, secondo un modello non gerarchico e organizzato per tema

trasversalità e sinergia tra i contenuti e i servizi offerti da siti e aree dedicate, tramite richiami e rimandi contestuali (banner cross-promotion, link, ecc.)

targetizzazione di servizi e contenuti, tramite ingressi diversificati che corrispondono alle esigenze di target d’utenza differenti

interoperabilità informatica e di contenuto, grazie a una redazione centrale e una rete distribuita di operatori che possono condividere contenuti tramite un’unica piattaforma tecnologica (continua…)

Globalizzazione o protezionismo? È questo, negli Usa, il dilemma che divide il mondo dell’informatica. Una questione tanto urgente da richiedere una manifestazione di intenti anche ai candidati alla Casa Bianca. Ma le opinioni politiche e quelle delle forze sociali, seppur con diverse gradazioni, sono tutte orientate a proteggere i confini di un Paese che è stato teatro della rivoluzione elettronica e culla della globalizzazione.

Ad aprire il dibattito, all’inizio di quest’anno, è stato il documento inviato al Congresso degli Stati Uniti d’America dalla Software & Information Industry Association (la principale organizzazione nazionale dei produttori di software e contenuti digitali, editoria compresa). Nel report si chiedeva ai parlamentari di sostenere l’industria high tech attraverso una riforma della legge sull’immigrazione e il riassetto del sistema scolastico.

La SIIA ha voluto inoltre richiamare l’attenzione sul ruolo trainante che l’industria IT svolge per l’economia americana. Un settore, che in termini di redditività, è superiore alla filiera alimentare: nel 2006 ha dato un impiego a 2.7 milioni di persone, mentre dal 1997 ad oggi l’offerta di lavoro è cresciuta del 17%. Ma l’associazione ha anche registrato un calo nella domanda di lavoro nell’IT, manifestatosi con un crollo delle iscrizioni da parte dei giovani cittadini americani alle facoltà di ingegneria, matematica e informatica. (continua…)

Negli ultimi mesi, in rapida sequenza, la Cina ha ospitato tre importanti appuntamenti di discussione sul mondo virtuale. Si tratta della World Wide Web Conference (aprile 2008), della Chinese Internet Research Conference (CIRC, giugno 2008) e della China Internet Conference (che si terrà a fine settembre). Anche se esplorano aspetti diversi della questione, tutti i convegni sembrano puntare a un solo obiettivo: dimostrare la volontà della Repubblica Popolare di aprirsi al mondo.

La Cina, insomma comprende appieno le potenzialità delle Rete. E per mettersi definitivamente alla pari con l’Occidente, sfruttando anche l’occasione olimpica, ha invitato i maggiori esperti del settore: web designer, pubblicitari, imprenditori, legali, politici e giornalisti. Chi sembra non comprendere, però, sono proprio gli occidentali. Secondo gli osservatori intervenuti agli ultimi incontri, nell’accostarci alla Cina, oltre che scontare le evidenti differenze culturali, siamo ancora influenzati da schemi mentali e strategie di comunicazione legate alla Guerra Fredda. (continua…)