Quando progettiamo un sito web, una intranet aziendale o un sistema di knowledge management, utilizziamo – a volte senza neanche esserne consapevoli – i principi della classificazione, così come farebbe un bibliotecario di fronte a una raccolta di libri. Ci troviamo infatti a dover organizzare una grande quantità di informazioni (testi, immagini, audio, filmati, etc.), con lo scopo principale di consentirne un facile recupero. Nella maggioranza dei casi, la soluzione più efficace è quella di ricorrere al buon vecchio metodo della catalogazione.

In Rete i siti sono organizzati in base a due principi di classificazione:

  • gerarchica (ad albero)
  • multidimensionale (a faccette)

La struttura gerarchica ad albero (non a caso si parla di “alberatura” del sito) è senza dubbio quella più diffusa nel Web: essa si basa su un sistema che si dipana dalla homepage in sezioni e sotto-sezioni, come in un gioco di scatole cinesi. (continua…)

La discussione è ancora alle prime battute, ma se le idee iniziano a coagulare potrebbero portare i risultati dell’interattività tra utenti e aziende direttamente nella progettazione e nella produzione dei nuovi personal computer. Parliamo di WePC.com, il sito aperto grazie a un accordo tra Asus e Intel, dove gli user possono dire qual è la loro macchina ideale, per contribuire alla costruzione del primo community-designed PC.

“I produttori di tecnologia hanno sempre chiesto un riscontro ai loro clienti – ha detto alla BBC il direttore marketing di Asus. Questo però è un livello del tutto nuovo di progettazione e di coinvolgimento dei clienti”. Tre i gruppi di discussione indicati da Intel: “netbook”, “notebook” e “gaming notebook”. Ed è proprio dal settore dei giochi che arrivano le prime idee, con alcuni utenti che propongono di realizzare un portatile interamente dedicato allo svago. (continua…)

Cosa serve per realizzare un sito Internet che funzioni? Se fino a qualche anno fa la priorità per le aziende e le organizzazioni era quella di essere presenti sul Web, oggi diventa sempre più emergente il bisogno di offrire contenuti e servizi utili e di qualità, per soddisfare e fidelizzare un pubblico sempre più variegato ed esigente di utenti, oltre che per differenziarsi dai competitor italiani e stranieri.

In tale contesto, l’errore che ancora oggi molte organizzazioni commettono è quello di rivolgersi direttamente ad agenzie di grafica e di sviluppo software, a cui passano indicazioni generiche di struttura, sottovalutando l’importanza di elaborare prima un modello concettuale e un piano di comunicazione on line.

In questo modo nascono spesso siti elaborati, accattivanti e ricchi nell’offerta, ma poco usabili o poco efficaci dal punto di vista della promozione di quelli che sono gli obiettivi e le priorità di comunicazione e servizio. (continua…)