Internet è la “piazza” del ventunesimo secolo. Da tempo non c’è manifestazione, iniziativa o voce che non passi per il grande megafono della Rete. Dalla politica ai temi civili, dal gossip ai problemi dell’economia nazionale, in Italia come all’estero. Ancora di più in giorni critici come questi.
Gli esempi si sprecano: limitandosi solo al nostro Paese, ultimo grande motivo di protesta sono stati i provvedimenti della manovra del Governo, su tutti pensioni e tagli agli enti locali. La previsione di un contributo di solidarietà per alcune fasce di reddito e la norma che escludeva dal calcolo dell’età pensionabile gli anni di laurea e servizio militare (per ora stralciata) hanno innescato le polemiche: su Facebook sono già nati diversi gruppi, da “No all’abolizione del riscatto della laurea e del servizio militare”, con oltre 3500 fan a “Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria”, che ha circa 143mila “mi piace”, in rotta soprattutto con i privilegi della Chiesa e la questione Ici. (continua…)
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Un gruppo di imprenditori veneti, e una manciata di ragazzi con la passione per i computer e la Rete, hanno fatto nascere “Informatici senza Frontiere”, un’associazione no-profit dedicata alla tecnologia. Una sorta di sorella minore dei più celebri “Medici senza Frontiere”.
Di fatto l’obiettivo è lo stesso: portare l’eccellenza nei luoghi dove fa fatica ad arrivare. E l’eccellenza, nella Rete, è fatta di connessioni veloci, pc all’avanguardia, software liberi. I volontari di “Informatici senza frontiere” si muovono in tutt’Italia: tengono corsi nelle carceri, formano studenti nelle periferie, insegnano agli anziani ad essere meno soli con Facebook.
Se la tecnologia aiuta i disagiati a sentirsi meglio, l’Africa non poteva mancare come territorio da coinvolgere. Il fiore all’occhiello si chiama “Open Hospital”, un software sviluppato insieme agli studenti dell’università di Bari che permette agli ospedali del continente di gestire in modo elettronico le cartelle cliniche dei pazienti. (continua…)
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Un mese e mezzo fa un sisma di intensità 8,9 della scala Richter e un violento tsunami hanno devastato il Giappone. Una delle conseguenze è stato l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima: l’Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale del paese asiatico ha classificato l’episodio al livello 7 della scala INES (la scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici).
Il disastro giapponese ha riportato in primo piano il tema del ritorno al nucleare nel nostro Paese, anche in vista del referendum del prossimo giugno, che deciderà le sorti dell’atomo.
Il dibattito ha ovviamente preso piede nell’ambito dell’informazione, che ha raccolto le voci della politica, della scienza e dell’opinione pubblica. Da addetti ai lavori della comunicazione, ne abbiamo seguito l’evoluzione su stampa e web, riscontrando diverse posizioni a riguardo.
(continua…)
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