blog-cultureLa tecnologia e la Rete stanno aiutando i docenti a espandere gli orizzonti dell’istruzione. Da semplice corso di informatica, si sono trasformati in un vero e proprio strumento versatile per l’insegnamento di concetti, l’assegnazione di compiti e progetti, la valutazione dell’apprendimento.

In altre parole, i tradizionali metodi lineari e basati sui libri di testo potrebbero presto essere superati da quelli innovativi e multimediali. Ecco, di seguito, qualche esempio identificato dal noto blog Mashable su come Internet e tecnologia hanno dimostrato il loro potenziale nel miglioramento dell’istruzione.

Alcuni concetti sono abbastanza facili da dimostrare agli studenti. Per esempio, utilizzando un diapason si riesce quasi sempre a spiegare la produzione del suono tramite le vibrazioni. Ben altra sfida è spiegare l’evoluzione, il comportamento delle molecole in diverse situazioni, o perché è pericoloso miscelare certe sostanze chimiche.

Modelli e simulazioni digitali possono aiutare i docenti a spiegare concetti o troppo grandi o troppo piccoli, e processi talmente veloci o così lenti da non essere fisicamente dimostrabili in aula. Concord Constortium è un’organizzazione no profit leader nella creazione di software gratuiti e open source che aiutano i professori a modellare concetti. Un esempio è Molecular Workbench, che fornisce simulazioni relative alle leggi dei gas, alla meccanica dei fluidi, ai legami chimici. I docenti che imparano a utilizzare il programma possono creare esercizi di testo, modelli, controlli interattivi.

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storytelling2Lo scorso 25 ottobre l’Osservatorio Storytelling, recentemente fondato presso l’Università di Pavia con l’obiettivo di divulgare le discipline relative alla narrazione d’impresa, ha organizzato il 2° Convegno Nazionale sulla Narrazione d’Impresa. Dai temi affrontati durante l’evento, si ha immediatamente la percezione di quanto “l’arte di raccontare storie” sia utilizzata in diversi ambiti della vita sociale. Dalla politica al marketing, dall’advertising alla formazione, singoli individui, piccoli gruppi o grandi imprese sempre più di frequente adottano in maniera consapevole tecniche e strategie legate allo storytelling. In questo contesto, numerose aziende si trasformano in moderni cantastorie – da Apple a Microsoft, da Barilla a Nike – ricorrono a formule narrative per la costruzione e per la comunicazione della propria identità istituzionale.

L’arte di raccontare
“Il racconto comincia con la storia stessa dell’umanità; non esiste, non è mai esistito in alcun luogo un popolo senza racconti” è quanto afferma Barthes. Le narrazioni hanno molte funzioni, che risultano centrali per l’identità dei singoli e di piccoli o grandi gruppi sociali. Le storie rendono la comunicazione più coinvolgente e accattivante. È questa premessa che getta le basi per la diffusione dello storytelling istituzionale, nel quale è implicito un più forte coinvolgimento di tutti gli attori.

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blogI social media svolgono sempre più spesso un ruolo importante nel modo in cui le organizzazioni benefiche affrontano i grandi problemi locali e globali. Dalla American Red Cross, che per aiutare Haiti nel post-terremoto ha utilizzato gli strumenti del Web e della telefonia per raccogliere 5 milioni di dollari, al microcredito di Kiva, che non esisterebbe senza il concetto del social networking, tutti cercano nuovi modi di ‘sposare’ le Reti sociali. Ecco di seguito alcune tendenze – individuate dagli esperti del noto blog Mashable – su come gli strumenti 2.0 vengono utilizzati per promuovere i cambi positivi nel mondo.

Crowdsourcing

È uno dei termini più di moda al momento, e si riferisce allo sviluppo di un progetto da parte di un insieme distribuito di persone non organizzate in un team. Un esempio è l’iniziativa dell’organizzazione 350.org, che qualche tempo fa ha deciso di organizzare una manifestazione per ricordare al mondo la necessità di limitare le emissioni di CO2. Ma invece di stampare cartelloni e volantini da attaccare sulle pareti o da distribuire, gli organizzatori hanno pubblicato una semplice ‘call to action’ sul loro sito, condividendola e creando il passaparola tramite i social media.
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