244Partiamo da un fatto e da una notizia recenti, che possono rappresentare il cappello morale e statistico per questo esteso fenomeno sociale che promuove – anche sul Web – la responsabilità e la consapevolezza nel coltivare e nel consumare i prodotti della terra. Si tratta della visita di Papa Benedetto XVI nella sinagoga di Roma e del primo rapporto di Nomisma sugli hobby farmer in Italia.

Durante l’incontro tra la Chiesa Cattolica e la Comunità Ebraica di Roma e d’Italia, trasmesso in diretta da RaiNews24 domenica 17 gennaio, gli interventi (di Papa Ratzinger e del rabbino capo di Roma Riccardo Disegni) hanno registrato una non trascurabile convergenza sui principi da cui far partire un impegno comune alle due religioni. Sono i più generali tra quelli contenuti nella Bibbia e condivisi al di là delle traduzioni e interpretazioni del testo sacro: primo fra tutti la salvaguardia del creato in quanto patrimonio affidato da Dio all’umanità, attraverso una “ecologia non idolatrica” – come è stato affermato -, che non trasformi cioè l’ambiente in un idolo o un feticcio con prerogative divine. Poiché questo rappresenterebbe un’involuzione culturale non solo rispetto al monoteismo. (continua…)

burocraziaUna macchina lenta dai numerosi ingranaggi che con difficoltà si mette in moto e con facilità si inceppa, e la Pubblica Amministrazione non vuole più vestire questi panni. Le PPAA si rifanno il look a colpi di click: acquistano una dimensione più snella e fluida grazie agli strumenti dell’era digitale. La filosofia del Web 2.0 entra nei palazzi istituzionali con l’intento di favorire l’ascolto e il dialogo con il cittadino.

Una prova tangibile di questo nuovo approccio è data dalla recente creazione del manifesto della PA digitale: lo scorso 23 ottobre, all’interno del VeneziaCamp 2009, si è svolto un evento dedicato al Manifesto Amministrare 2.0, il documento in progress che FORUM PA sta promuovendo assieme a diversi attori e network del mondo dell’amministrazione pubblica. Obiettivo: proporre una visione condivisa per favorire la modernizzazione della PA digitale.
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WEB-SQUAREDNell’ormai lontano 2004 il guru dei guru, Tim O’Reilly, coniò il termine Web 2.0. Un neologismo destinato al successo planetario: fenomeni di massa come Facebook e Twitter ne sono l’esempio più evidente. Eppure, in pieno delirio da social media, nel momento in cui condividere è l’imperativo categorico a cui nessuno può sottrarsi, si sta già facendo strada un nuovo modo di concepire la Rete.

Si tratta del Web², o Web al quadrato. Secondo questa teoria, lanciata dallo stesso O’Reilly in un articolo pubblicato da Forbes.com il 24 settembre, la Rete ormai è ovunque, al punto da poter essere considerata il mondo stesso. 

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231Tutto è iniziato ufficialmente nel 2008 con la corsa alla presidenza degli Stati Uniti. E per merito di Barack Obama, che ha sbaragliato i concorrenti (anche quelli interni al Partito Democratico) grazie a Internet. Una svolta non da poco, visto che fino alla precedente tornata elettorale la proiezione in Rete della campagna era vissuta soltanto come una doverosa copertura mediatica: c’erano i discorsi dei candidati (in inglese e spagnolo, per accattivarsi il consenso della numerosa comunità ispanica), le tappe dei comizi e poco altro.

I sostenitori di Obama invece, fin dalla sua discesa in campo, hanno attivato – come movimento politico dal basso – una batteria di siti dove l’obiettivo era quello di raccogliere i finanziamenti alla campagna e coinvolgere i cittadini su temi specifici di discussione: lavoro, economia, politica militare, ecc. Un’azione trasversale che ha permesso al candidato di intercettare allo stesso tempo il voto di protesta (legato più che altro alla crisi) e il determinante consenso della classe media. Cosa è successo invece nel resto mondo? (continua…)

sepulveda_307x166Diretta da Alessandra Casella, autrice e conduttrice televisiva, nonché critico letterario e autrice di romanzi, Booksweb.tv è diventata un punto di riferimento per tutti gli amanti della lettura e per gli addetti ai lavori. Un canale principale e sette canali tematici – con diversi contenuti originali, informazione e approfondimento – che ha il pregio di stimolare la curiosità anche dei non lettori.

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socialitalianiIl giornalismo partecipativo (o citizen journalism) è figlio del web 2.0: i lettori cercano notizie, le elaborano, le inviano, le giudicano. I Social News sono i luoghi della Rete dove è possibile tutto ciò. Queste piattaforme on line integrano le funzionalità di un blog collettivo ed elenchi di web link in un’unica soluzione.

Gli utenti registrati possono liberamente pubblicare contenuti, non solo testuali, inserendoli in determinate categorie tematiche. Ogni autore ha la possibilità di tracciare il proprio profilo, arricchendolo con una scheda biografica, tramite il quale potranno essere facilmente rintracciati tutti i contenuti pubblicati dal singolo account. Tutti gli iscritti possono inoltre votare e commentare le notizie, determinando il posizionamento delle news sul sito.

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220Nel circo dell’informazione americana è schioccato come una frustata l’allarme lanciato dal direttore di Businessweek.com, John Byrne: “I media non sono in recessione, ma in uno stadio avanzato di profonda depressione”. A rincarare la dose è stato poi Jeff Howe di Wired: “Una volta ero solito scherzare sul declino della mia professione, ma adesso questo non è più un gioco”. A raccogliere le loro impressioni sul futuro della stampa tradizionale è stata la rivista Internetnews, con un articolo dal titolo emblematico: Il Web ucciderà e salverà il giornalismo.

Un processo irreversibile, secondo i due esperti, che può essere portato a termine solo in un modo: “Considerando il racconto dei fatti come un focolare intorno a cui coinvolgere i lettori in una conversazione”, afferma Byrne. Ma non basta. I giornali tradizionali, anche quelli con una consolidata esperienza on line, dovrebbero promuovere i loro contenuti attraverso tutti i mezzi che la Rete mette a disposizione, come i social media ad esempio. Mentre invece, come accade al Wall Street Journal, a giornalisti e dipendenti è severamente vietato l’uso di Twitter. (continua…)