La cultura, l’istruzione e la conoscenza sono sempre più fruibili, accessibili e immediati. Secondo un sondaggio, Internet è la terza fonte di informazione per gli americani, dopo le stazioni televisive locali e nazionali.
Sulla Rete cambia il modo di leggere le notizie e di approcciarsi alla lettura. Infatti anche i libri, simbolo per eccellenza di una saggezza che si tramanda, sono minacciati sia dallo sviluppo di alcuni social network (ad esempio Issuu che permette di leggere testi anche integrali) sia dai loro nemici diretti: gli e-book. Non a caso in America tre mesi fa, gli e-book hanno superato i libri nelle vendite: Amazon, il popolare on-line store, produttore dell’e-book reader Kindle, ha battuto per la prima volta le librerie tradizionali.
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16/02/2010 di Barbara Lauro
Ne sono cambiate di cose dall’analisi sulle enciclopedie online che facevamo sul questo blog oltre un anno fa, e chi allora si aspettava un rapido incremento delle risorse enciclopediche online ha dovuto ricredersi: in Rete sono sopravvissute solo le enciclopedie che hanno avuto il coraggio di scommettere sul 2.0 e sulla partecipazione degli utenti.
Encarta, l’enciclopedia multimediale prodotta da Microsoft dal 1993, non esiste più. A marzo del 2009 Microsoft ha annunciato che il 31 ottobre 2009 avrebbe chiuso il sito web di Encarta e non avrebbe più fornito i servizi legati a questo prodotto. L’azienda ha giustificato la chiusura di Encarta con i profondi cambiamenti nelle modalità di ricerca delle informazioni, la cosiddetta rivoluzione del web 2.0 e la concorrenza con le enciclopedie online, come ad esempio Wikipedia
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11/02/2010 di Luana Andreoni
A dieci anni è già vecchio. Il blog, così come lo conosciamo, sta progressivamente perdendo terreno rispetto alle possibilità relazionali offerte dal Web 2.0. A conferma di questa tendenza, che vede il predominio assoluto dei social network sul diario on line, arriva una ricerca del Pew Internet and American Life Project condotta su 2.253 americani tra i 18 e i 29 anni e su 800 giovanissimi tra i 12 e i 17 anni. I dati parlano chiaro: teenagers e trentenni preferiscono aggiornare il proprio status su Facebook o connettersi attraverso dispositivi mobili e wireless, per inserire contenuti immediati e veloci, piuttosto che scrivere un post lungo e impegnativo, con un sistema macchinoso, complicato e prolisso. Il diario, la pagina dove lasciare un pensiero, una riflessione a sé stante sui più disparati argomenti si sta esaurendo. (continua…)