Comunica, conosci e condividi. La dimensione “relazionale” è il cuore pulsante della Rete e del Web 2.0. Gli utenti scelgono di intrecciare le maglie delle proprie relazioni professionali negli spazi on line.

I social network professionali hanno un carattere fortemente personale, dove contano e hanno visibilità le singole attitudini e capacità nell’ambito lavorativo. La Rete di contatti deve essere gestita personalmente, perché il rapporto di fiducia si basa sulla condivisione di know how. Ecco i più famosi:

LinkedIn offre la possibilità di pubblicare il proprio profilo professionale e invitare altre persone a far parte della propria rete di contatti. Con più di 17 milioni di utenti in America del Nord, Asia e Europa, copre circa 150 diversi comparti economici. Livello di usabilità basso: il pacchetto di funzionalità molto potenti sono difficili da utilizzare per utenti poco esperti.

Aren Asia, social network professionale focalizzato sui nuovi mercati asiatici, on line dal 2007 è ancora in versione beta. È possibile creare una rete di connessioni o un gruppo di utenti legati a un tema di interesse comune o formato da un team di lavoro. Alcune funzionalità (‘Events’, ‘Marketplace’, ‘Knowledge base’) non sono disponibili. (continua…)

Quali sono i social media capaci di suscitare il maggiore coinvolgimento tra gli utenti italiani? E quali spazi sociali presentano caratteristiche e servizi innovativi e originali? Le risposte sono in Rete. Ma bisogna saperle cercare e analizzare. Ecco una rapida rassegna dei campioni del Web 2.0.

Il caso di maggior successo in termini di popolarità è rappresentato da YouTube, la più nota piattaforma web di pubblicazione e condivisione video user-generated. Il coinvolgimento e la partecipazione diretta degli utenti è la caratteristica principale anche di Big Think, non a caso ideato da uno dei padri di YouTube. Il sito ospita video-interviste, dibattiti e discussioni su economia, storia, filosofia, scienza, tecnologia, comunicazione, new media, ecologia, arte o cultura. Nato negli USA alla fine dell’ottobre 2007, contiene al momento quasi dieci mila “idee” in lingua inglese: ottimo, quindi, per chi cerca visibilità su scala internazionale. Tra i social media con il numero maggiore di contatti ottenuti a livello nazionale e internazionale, c’è Flickr. La piattaforma web creata originariamente come servizio di pubblicazione e condivisione di immagini, di recente ha previsto anche l’upload di contenuti video. (continua…)

Una certezza esiste: l’uso dei nuovi strumenti Web 2.0 non rivoluziona la comunicazione aziendale, ma ne può potenziare in modo significativo l’efficacia. Basta definire in modo chiaro e strategico le azioni da svolgere in termini di visibilità e promozione in Rete.
Per prima cosa è necessario distinguere con precisione le due grandi tipologie di spazi condivisi dagli utenti: Social Media e Social Network. Spesso, queste categorie non vengono distinte, ma anzi accomunate e identificate nelle discussioni on line.

La distinzione tra Social Media e Social Network

I Social Media (YouTube, Flickr, Twitter ecc.) sono luoghi della Rete dove ogni tipo di contenuto è pubblicato dagli utenti in modo spontaneo, autonomo e diretto.
Gli User Generated Content – UGC – si caratterizzano per: syndication, ovvero lo scambio e la facile redistribuzione delle informazioni in Rete; wiki, forme di collaborazione tra utenti nella creazione del contenuto stesso; folksonomy, le tassonomie collaborative che, attraverso il sistema di etichette e tag, permettono un’immediata condivisione dei contenuti.
Per quanto riguarda gli obiettivi, i Social Media vogliono produrre e diffondere informazioni (open society) e verificarne la veridicità con il contributo “prezioso” degli utenti. (continua…)

L’innovazione tecnologica determinata dall’affermarsi del digitale ha investito l’industria dei media, trasformandone i connotati tradizionali o quanto meno dando vita a una nuova e parallela realtà ancora in gestazione che oggi viene comunemente definita come “creative industry”. Lo sviluppo del protocollo internet (TCP/IP), delle reti a larga banda, fisse e mobili, e dei servizi video ad essa collegati, hanno dato vita al fenomeno della convergenza multimediale, e con esso investito la catena di produzione, distribuzione, promozione e fruizione dell’industria dell’audiovisivo, modificandone attori e processi.
L’elemento più appariscente della trasformazione in atto potrebbe essere identificato nell’utente/consumatore, il quale emerge come il nuovo motore dell’industria dei contenuti digitali. Ma quello in corso è, in realtà, un più generale riassetto (da alcuni definito come una vera e propria disintegrazione) della catena del valore e delle relative funzioni dell’intero comparto dell’audiovisivo. (continua…)