Social_networkLe ultime novità dal mondo social dimostrano che per avere e realizzare idee innovative non è necessario essere nati negli Stati Uniti o disporre di budget importanti.
Da qualche mese, infatti, in Italia sono stati lanciati nuovi social network, rigorosamente “fatti in casa”. Anche se con caratteristiche, target e obiettivi diversi, è impossibile non individuare elementi comuni: sono frutto di start up fatte da giovani, a costo quasi zero, e, per il momento, ancora in in fase di lancio.

Jobberone è stato ribattezzato il “LinkedIn tricolore”, ma si differenzia dal più famoso network professionale per alcuni aspetti. Nato grazie a un gruppo di giovani imprenditori attivi nel bresciano, consente agli utenti, in maniera completamente gratuita, di cercare annunci di lavoro relativi a tutto il territorio nazionale e alle aziende di pubblicare e gestire le proprie inserzioni. Le realtà di riferimento non sono, però, grandi imprese e multinazionali, come nel caso di LinkedIn, ma soprattutto piccole e medie aziende. (continua…)

viral-videosCome da tradizione, You Tube ha stilato la classifica dei video più visti nello scorso anno solare.  Il 2011 si è configurato come l’anno dei record: un trilione di visualizzazioni totali dalla sua nascita. Come se ogni persona vivente sulla terra avesse visto in media 140 video durante l’anno.

Per stilare questa Top Ten sono stati considerati il numero di visualizzazioni globali per ciascun video e, in alcuni casi, sono stati sommati il numero di visualizzazioni delle diverse versioni dello stesso filmato. E tra videoclip musicali, danzatori dilettanti, cantanti in erba e bambini prodigio, emergono loro: gli spot pubblicitari. Difficile da credere ma è così.
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collezioni_ bancarieUna delle nostre ultime attività è stata un’analisi di benchmark svolta per un potenziale cliente sul tema della valorizzazione del patrimonio artistico delle banche. Il benchmark è stato per noi il punto di partenza per arrivare a definire un progetto di comunicazione che comprende la realizzazione di un portale Web e un piano di promozione in Rete e nei social media.

L’obiettivo con cui siamo partiti nell’analisi è stato quello di individuare le best practices nella promozione in Rete delle collezioni bancarie, in grado di attivare nel Web un sistema di valorizzazione, collaborazione e interazione tra banche e centri espositivi, e tra banche e grande pubblico. Specie in Italia, nonostante esistano archivi e cataloghi di grande valore, ad oggi le opere delle collezioni bancarie sono visibili solo in occasioni speciali, quando le banche organizzano mostre o prestano opere a esposizioni museali. Per lo più, le opere sono appese nei corridoi dei palazzi degli istituti o risiedono in caveau, rimanendo sconosciuti al grande pubblico. Gli stessi galleristi e organizzatori di mostre, così come studenti e studiosi, non ne conoscono l’esistenza. E qui il Web potrebbe essere d’aiuto a tutti, permettendo di realizzare progetti di valorizzazione ed esposizione a costi ridotti rispetto all’offline e disponibili a tutti, in ogni momento e luogo. (continua…)

Screenshot pagina sciopero calciatoriInternet è la “piazza” del ventunesimo secolo. Da tempo non c’è manifestazione, iniziativa o voce che non passi per il grande megafono della Rete. Dalla politica ai temi civili, dal gossip ai problemi dell’economia nazionale, in Italia come all’estero. Ancora di più in giorni critici come questi.

Gli esempi si sprecano: limitandosi solo al nostro Paese, ultimo grande motivo di protesta sono stati i provvedimenti della manovra del Governo, su tutti pensioni e tagli agli enti locali. La previsione di un contributo di solidarietà per alcune fasce di reddito e la norma che escludeva dal calcolo dell’età pensionabile gli anni di laurea e servizio militare (per ora stralciata) hanno innescato le polemiche: su Facebook sono già nati diversi gruppi, da “No all’abolizione del riscatto della laurea e del servizio militare”, con oltre 3500 fan a “Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria”, che ha circa 143mila “mi piace”, in rotta soprattutto con i privilegi della Chiesa e la questione Ici. (continua…)

donne e social mediaI social network esercitano un’attrazione particolare sulle donne, almeno secondo quanto afferma una recente ricerca del Pew Internet and American Life Project, progetto del Pew Research Center, centro di ricerca americano su tematiche e tendenze sociali.

Secondo lo studio, riferito al 2010, il 69% delle donne intervistate naviga, infatti, quotidianamente su Facebook, Twitter e altri social network, rispetto al 60% degli uomini. La tendenza è ancora più evidente se si dà un’occhiata ai dati relativi a Facebook: il 18% delle componenti del gentil sesso aggiorna il proprio status sul social network diverse volte al giorno, contro l’11 degli uomini, il 25% di esse commenta quotidianamente post e stati altrui, contro il 17% della controparte maschile e, infine, il 13% fa commenti a foto giornalmente, in confronto al 4% degli utenti di sesso opposto. Inoltre, va detto che non ci sono significative differenze di razza, origine etnica, reddito familiare e livello di istruzione, così come non cambia molto la frequenza d’utilizzo dei social network a seconda se si vive in un ambiente urbano o rurale. (continua…)

Quella tra il Web e le nostre riviste è una relazione fragile, se non, in molti new mediacasi, addirittura inesistente.
A 20 anni dallo sviluppo della Rete, un periodico italiano su due non ha, infatti, una presenza su Internet. Il dato arriva da un approfondimento del rapporto sui media, realizzato dall’Osservatorio new media del Politecnico di Milano, riferito ai primi mesi del 2011. (continua…)

Informatici senza frontiereUn gruppo di imprenditori veneti, e una manciata di ragazzi con la passione per i computer e la Rete, hanno fatto nascere “Informatici senza Frontiere”, un’associazione no-profit dedicata alla tecnologia. Una sorta di sorella minore dei più celebri “Medici senza Frontiere”.

Di fatto l’obiettivo è lo stesso: portare l’eccellenza nei luoghi dove fa fatica ad arrivare. E l’eccellenza, nella Rete, è fatta di connessioni veloci, pc all’avanguardia, software liberi. I volontari di “Informatici senza frontiere” si muovono in tutt’Italia: tengono corsi nelle carceri, formano studenti nelle periferie, insegnano agli anziani ad essere meno soli con Facebook.

Se la tecnologia aiuta i disagiati a sentirsi meglio, l’Africa non poteva mancare come territorio da coinvolgere. Il fiore all’occhiello si chiama “Open Hospital”, un software sviluppato insieme agli studenti dell’università di Bari che permette agli ospedali del continente di gestire in modo elettronico le cartelle cliniche dei pazienti. (continua…)