L’avvento dei social media è stato ricevuto con elogi e calore dalle aziende che cercano di promuovere il loro marchio. Su Twitter, Facebook, Foursquare e altre piattaforme, è possibile fare marketing e pubblicità in modo gratuito, oltre che costruire un’identità riconoscibile e una relazione interattiva con i clienti. Ma la Rete 2.0 può anche essere un’arma a doppio taglio, che permette agli utenti di voltare le spalle a un brand in modo veloce e massiccio.
I “disastri” del social media marketing possono accadere per una serie di ragioni, ad esempio un errore non intenzionale da parte di un’azienda o un qualcosa che per qualche ragione non è piaciuta al popolo del Web. Dato che non possiamo aspettarci di accontentare sempre tutti, la miglior strategia è essere sempre pronti ad affrontare un attacco negativo.
Ecco due esempi, tratti da un articolo di Mashable, dai quali possiamo imparare molto su come comportarci in questi casi.
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In tempi di crisi trovare lavoro è sempre più difficile e per avere maggiori possibilità bisogna percorrere ogni strada. Spesso non basta più nemmeno il buon vecchio curriculum accompagnato da una lettera di presentazione, visto che ora le esperienze professionali si condividono online e ci pensa la rete di amici a “raccomandarti”. Così infatti funziona Linkedin, il social network più utilizzato in questo momento dagli italiani. L’iscrizione è semplice e gratuita e prosegue con la compilazione dei diversi campi della propria scheda personale: studi, esperienze professionali e inserimento foto. Dopo la registrazione, si inizia a costruire la propria rete di conoscenze, partendo dagli amici.
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Tema:
Società,
Web 2.0,
Web Marketing |
Rubrica:
Analisi |
Tags:
azienda,
curriculum,
facebook,
lavoro,
linkedin,
social media,
twitter,
Web 2.0,
youtube
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I social network stanno diventando il nuovo campo di battaglia degli appassionati di videogiochi? Secondo uno studio promosso dal gruppo americano NPD sembrerebbe proprio di sì. I risultati di questa ricerca mostrano come il 20% degli utenti internet con età maggiore ai 6 anni abbia giocato con diversi titoli in almeno un social network negli ultimi 3 mesi. Si parla approssimativamente di 56 milioni di giocatori, un numero significativo per un mercato relativamente nuovo e che non lascia certo indifferenti i grandi nomi dell’industria dell’intrattenimento.
A luglio, infatti, Disney ha annunciato l’acquisizione di Playdom, una delle maggiori compagnie specializzate in social gaming, per oltre 500 milioni di dollari. Electronic Arts invece, colosso dell’industria videoludica si era mosso già l’anno scorso comprando Playfish (quelli di Word Challenge e Pet Society per intenderci) per circa 300 milioni di dollari. Il produttore leader di videogiochi per social network resta però sempre Zynga, proprietario del celebre Farmville, che conta 65 milioni di utenti attivi al giorno, più di 235 milioni di utenti attivi al mese. (continua…)