
Emergenze, priorità, distrazioni. Problemi familiari, lavorativi, economici. Quando ci colleghiamo alla Rete, spesso la nostra mente viaggia veloce, focalizzata soltanto su ciò di cui abbiamo bisogno in quel momento. Dunque non è facile – per chiunque abbia una presenza sul web – attirare l’attenzione di un utente così deconcentrato.
Come fanno, allora, le aziende – ma in generale anche i blogger – a farsi riconoscere? A emergere dall’anonimato con l’idea di far passare il proprio messaggio, sia essa un’idea, un servizio o un prodotto? Senza addentrarsi qui e ora nel vasto mondo del web marketing (dove le nuove applicazioni e l’uso dei social media premiano sia i grandi investimenti che la buona creatività) c’è una nicchia di qualità che di questi tempi sta vivendo una nuova rinascita.
Parliamo del Copywriting – ovvero dello scrivere per persuadere – ritenuta giustamente un’arte e una scienza al tempo stesso. Da non confondere col Copyright (inteso come “diritto d’autore”), il Copywriting è soprattutto l’abilità dello “scrivere per farsi leggere”. Di fatto, una delle sfide più grandi che i professionisti della comunicazione su web (e non solo) affrontano ogni giorno per destreggiarsi nella cosidetta “Era dell’attenzione”.
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Un uomo perde la memoria dopo essere stato scaraventato fuori da una macchina a Bangkok. In 9 episodi pieni di adrenalina e azione, il protagonista cerca di ricordare il suo passato attraverso flashback, incontri pericolosi e utilizzando il suo cellulare. L’ultima serie di Hollywood? No, un esempio di advertainment lanciato dalla Sony Ericsson per promuovere un modello di smartphone.
Che cos’è l’advertainment ? É un ibrido fra advertisement ed entertainment, ovvero fra pubblicità e intrattenimento. Il termine venne coniato qualche decennio fa, quando stazioni radiofoniche e televisive iniziarono a sperimentare nuovi modi per evitare che l’audience cambiasse canale durante gli spot commerciali.
Ma questo esperimento si è sviluppato e confermato come una nuova forma di comunicazione pubblicitaria con l’avvento di Internet e dei social media. A pensarla così è sicuramente Agustìn Medina, esperto di marketing ed ex direttore creativo della McCann-Erickson, sostenendo che ormai nessuna azienda può pensare a una strategia di comunicazione senza contemplare l’utilizzo delle reti sociali, della telefonia mobile e delle tecniche come l’advertainment. (continua…)

Il Brasile è uno dei paesi che investe maggiormente nella comunicazione on line e nei social media. Le web agency di São Paulo e Rio de Janeiro sono tra le più creative al mondo e la blogosfera brasiliana è sempre un’ottima fonte di articoli e riflessioni interessanti.
Su Midiaboom per esempio, c’è un interessante articolo scritto da Sabrina Almeida su come analizzare il buzz in Rete e monitorare una campagna di comunicazione nei social media. Di seguito le parti salienti, tradotte in italiano.
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