La tecnologia e la Rete stanno aiutando i docenti a espandere gli orizzonti dell’istruzione. Da semplice corso di informatica, si sono trasformati in un vero e proprio strumento versatile per l’insegnamento di concetti, l’assegnazione di compiti e progetti, la valutazione dell’apprendimento.
In altre parole, i tradizionali metodi lineari e basati sui libri di testo potrebbero presto essere superati da quelli innovativi e multimediali. Ecco, di seguito, qualche esempio identificato dal noto blog Mashable su come Internet e tecnologia hanno dimostrato il loro potenziale nel miglioramento dell’istruzione.
Alcuni concetti sono abbastanza facili da dimostrare agli studenti. Per esempio, utilizzando un diapason si riesce quasi sempre a spiegare la produzione del suono tramite le vibrazioni. Ben altra sfida è spiegare l’evoluzione, il comportamento delle molecole in diverse situazioni, o perché è pericoloso miscelare certe sostanze chimiche.
Modelli e simulazioni digitali possono aiutare i docenti a spiegare concetti o troppo grandi o troppo piccoli, e processi talmente veloci o così lenti da non essere fisicamente dimostrabili in aula. Concord Constortium è un’organizzazione no profit leader nella creazione di software gratuiti e open source che aiutano i professori a modellare concetti. Un esempio è Molecular Workbench, che fornisce simulazioni relative alle leggi dei gas, alla meccanica dei fluidi, ai legami chimici. I docenti che imparano a utilizzare il programma possono creare esercizi di testo, modelli, controlli interattivi.
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Come utilizzare al meglio Facebook e Twitter? Cercando su Google si trovano molte guide, consigli e strategie definite “vincenti” per promuoversi attraverso i social media. Ci sono post sull’utilizzo del pulsante Like e del Condividi, oppure sull’importanza di creare una buona landing page per il brand aziendale. E leggerete che su Twitter è necessario conquistare i proprio follower, retwittando anche contenuti altrui e, guai a non farlo, partecipando al Follow Friday.
Tutte informazioni corrette, ci mancherebbe. Spesso però, al “cosa fare” difficilmente segue una spiegazione di “come fare” e soprattutto di “come non fare”. Dato che il trend del momento, lanciato dal programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano, è quello degli elenchi, abbiamo pensato a un post in cui elencare le cose da non fare assolutamente su Facebook e Twitter. O meglio, da non fare in un certo modo. (continua…)
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Lo scorso 25 ottobre l’Osservatorio Storytelling, recentemente fondato presso l’Università di Pavia con l’obiettivo di divulgare le discipline relative alla narrazione d’impresa, ha organizzato il 2° Convegno Nazionale sulla Narrazione d’Impresa. Dai temi affrontati durante l’evento, si ha immediatamente la percezione di quanto “l’arte di raccontare storie” sia utilizzata in diversi ambiti della vita sociale. Dalla politica al marketing, dall’advertising alla formazione, singoli individui, piccoli gruppi o grandi imprese sempre più di frequente adottano in maniera consapevole tecniche e strategie legate allo storytelling. In questo contesto, numerose aziende si trasformano in moderni cantastorie – da Apple a Microsoft, da Barilla a Nike – ricorrono a formule narrative per la costruzione e per la comunicazione della propria identità istituzionale.
L’arte di raccontare
“Il racconto comincia con la storia stessa dell’umanità; non esiste, non è mai esistito in alcun luogo un popolo senza racconti” è quanto afferma Barthes. Le narrazioni hanno molte funzioni, che risultano centrali per l’identità dei singoli e di piccoli o grandi gruppi sociali. Le storie rendono la comunicazione più coinvolgente e accattivante. È questa premessa che getta le basi per la diffusione dello storytelling istituzionale, nel quale è implicito un più forte coinvolgimento di tutti gli attori.
(continua…)
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