Social media, Web 2.0, pubblicità interattive, tutto all’insegna del coinvolgimento diretto degli utenti-consumatori. E le aziende prendono sempre più coscienza di questo cambiamento. L’ascolto, il dialogo e l’interazione passano attraverso le corsie preferenziali del Web. Gli utenti diventano i “prosumer” della comunicazione on line: non solo consumatori ma produttori di contenuti da veicolare.
Gli User Generated Content, UGC, sigla ormai ben nota tra gli addetti ai lavori e non, diventano l’elemento centrale nelle nuove strategie di marketing.
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14/07/2009 di Leonardo Romei
“Fai conoscere la tua ricerca” è l’invito rivolto su SciVee agli studiosi di tutto il mondo. Fino a qui niente di nuovo rispetto alla tradizione del mondo accademico, ma il testo che presenta il sito sui motori di ricerca continua: “…attraverso video, pubcasts e postercasts”. Gli studiosi sono dunque invitati a realizzare in proprio e poi caricare sul portale, video in cui presentano i risultati del proprio lavoro o forme ibride di comunicazione, pubcast e postercast, in cui audio e video sono abbinati a testi scritti. I pubcast sono “la combinazione di un articolo scientifico pubblicato e di una presentazione audio e video” (SciVee – About), un postercast è la “combinazione di un poster scientifico con una presentazione audio o video”.
Come è facile intuire si tratta di due forme testuali che si sviluppano a partire dalla pratica della comunicazione scientifica in seminari e convegni, in cui i ricercatori sintetizzano il loro lavoro e ne evidenziano i punti più rilevanti attraverso l’ausilio di slide con citazioni, grafici, immagini. L’interesse però sta nel fatto che non si tratta semplicemente di riprese video di interventi ma di ipertesti multimediali in cui sono gli stessi ricercatori a mixare e combinare segmenti video o audio con porzioni del testo scritto o immagini. Ipertesti che poi possono essere commentati, taggati, categorizzati dagli utenti che costituiscono la comunità scientifica di SciVee. (continua…)
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16/06/2009 di Saro Vizzini
Il primo maggio 2009 Freedom House ha pubblicato il suo rapporto annuale sulla libertà di stampa in 195 Paesi nel mondo. Accade dal 2002 (almeno in forma digitale), ma solo quest’anno il fatto ha avuto in Italia una certa risonanza. Per due motivi. Uno perché l’Italia è stata declassata da Paese libero a semi-libero. E due perché la notizia è arrivata come una folata di vento sul fuoco di una polemica nascente, quella sfociata nelle 10 domande di Repubblica a Silvio Berlusconi. Portano la data del 28 aprile, infatti, sia l’articolo sulla nota festa di compleanno che le dichiarazioni di Veronica Lario all’Ansa.
Tre le motivazioni che hanno pesato nel giudizio sul nostro Paese: la crescita dei limiti alla libertà di parola per via legislativa e giudiziaria (cause per diffamazione a mezzo stampa), l’aumento delle intimidazioni ai giornalisti da parte della criminalità organizzata e di gruppi della destra estrema e l’eccessiva concentrazione della proprietà dei media. Un punto, quest’ultimo, rispetto a cui il report fa esplicito riferimento al ritorno alla presidenza del Consiglio da parte di Silvio Berlusconi, che ha “reawakened fears about the concentration of state-owned and private outlets under a single leader” (ha risvegliato le paure circa la concentrazione dei mezzi d’informazione pubblici e privati sotto una sola guida). (continua…)
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I social network “tradizionali”, vale a dire web-based, non sono più una novità del mondo digitale. Come già analizzato in alcuni post precedenti, realtà come Facebook o Myspace sono in continua crescita, in Italia come nel resto del mondo.
Quello che sta cambiando sempre più rapidamente è il modo in cui gli utenti fruiscono e accedono ai social network. La possibilità di aggiornare il proprio profilo in qualsiasi momento, sentirsi connessi sempre e ovunque con la propria rete di amicizie stanno determinando, infatti, uno spostamento dell’utenza verso il mobile social networking, ovvero l’utilizzo delle reti sociali attraverso il cellulare o altri dispositivi portatili.
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Un futuro roseo? No grazie. Meglio se è verde! Il popolo del Web si muove contro le emissioni di CO2, organizzando giornate dedicate all’ambiente e iniziative all’insegna del risparmio energetico. Lo scorso 22 aprile, ad esempio, la blogosfera annunciava l’Earth Day, ovvero la giornata mondiale per la Terra. In realtà questa iniziativa nasce nel 1970 per volontà di un gruppo di giovani impegnato a sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi ambientali. Certo gli anni ’70 non permettevano di promuovere questo progetto “via Web”, ma con l’evoluzione dei media si è arrivati a una vera e propria mobilitazione virtuale in nome dell’ambiente. Solo quest’anno, infatti, la blogosfera ha registrato un record di post dedicati all’Earth Day e pubblicati in tutto il mondo.
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Anche quest’anno Enel è sponsor ufficiale di Ducati Corse ai mondiali di MotoGP, e Cultur-e affianca l’azienda nelle diverse fasi di comunicazione on line.
Per promuovere la partnership tra Enel e Ducati, rinnovata fino al 2010, si è scelto di inaugurare il nuovo sito ducaticorse.enel.com, interamente dedicato alla rossa due ruote e ai suoi campioni. Lo spazio on line di Enel per il quale Cultur-e cura l’aggiornamento dei contenuti, è pensato per informare e intrattenere gli utenti, avviando un processo di fidelizzazione destinato a durare nel tempo.
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