La nostra classe dirigente non ha un buon rapporto con la carta stampata. È quanto emerge da una ricerca diffusa dall’AIE, l’Associazione Italiana degli Editori: oltre il 40% dei dirigenti, imprenditori, e liberi professionisti non legge un solo libro all’anno nel tempo libero. Ma nemmeno le letture di carattere professionale vanno meglio, tanto che sono diminuite del 16,5 per cento tra il 2000 e il 2006, scendendo a quota 38 per cento.
Secondo i dati, diffusi durante la fiera “Più libri più liberi” ed elaborati dall’Istat, l’informazione manageriale nostrana passa invece da Internet. Il 43% dei manager cerca libri o articoli tramite il Web, mentre il 56% dei dirigenti, liberi professionisti o imprenditori ha condotto ricerche di materiale on line tramite un corso di formazione frequentato per aggiornarsi nel proprio lavoro. Peccato che in Italia, sempre secondo le statistiche, solo un dirigente su tre partecipi a seminari professionali. (continua…)
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4/11/2008 di Saro Vizzini
La discussione è ancora alle prime battute, ma se le idee iniziano a coagulare potrebbero portare i risultati dell’interattività tra utenti e aziende direttamente nella progettazione e nella produzione dei nuovi personal computer. Parliamo di WePC.com, il sito aperto grazie a un accordo tra Asus e Intel, dove gli user possono dire qual è la loro macchina ideale, per contribuire alla costruzione del primo community-designed PC.
“I produttori di tecnologia hanno sempre chiesto un riscontro ai loro clienti – ha detto alla BBC il direttore marketing di Asus. Questo però è un livello del tutto nuovo di progettazione e di coinvolgimento dei clienti”. Tre i gruppi di discussione indicati da Intel: “netbook”, “notebook” e “gaming notebook”. Ed è proprio dal settore dei giochi che arrivano le prime idee, con alcuni utenti che propongono di realizzare un portatile interamente dedicato allo svago. (continua…)
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22/10/2008 di Saro Vizzini
Grande invenzione la radio. Come del resto il satellite e il Wi-fi. Ma lo sviluppo delle telecomunicazioni intercontinentali è da sempre affidato a qualcosa di più stabile e materiale: i cavi sottomarini. Questa scelta dipende dalla latenza, cioè dal tempo che i dati e le informazioni trascorrono “per strada”. E sotto questo aspetto, prima il filo elettrico poi la fibra ottica si sono dimostrati più affidabili dell’etere. Basta allora guardare la SubmarineCableMap 2008, realizzata da Telegeography, per rendersi conto di quanto è fitto il gomitolo di cavi che avvolge i sette mari. Un groviglio in continua crescita, che raggiungerà il suo prossimo momento di massima espansione in occasione del Campionato Mondiale di calcio: in Sudafrica nel 2010.
Era il 1795 quando si iniziò a valutare l’ipotesi di stendere il filo del telegrafo sott’acqua. Il primo esperimento concreto, invece, è datato 1850, con il collegamento Francia-Regno Unito attraverso il fondale della Manica. Ma l’euforia per il buon esito del progetto durò solo 24 ore. All’indomani dell’inaugurazione, un pescatore bretone tranciò di netto le comunicazioni “in Morse” tra Londra e Parigi, che furono successivamente riallacciate. Otto anni dopo fu posato il primo cavo telegrafico sotto l’oceano Atlantico. Mentre per la prima telefonata in America bisognò attendere fino al 1956.
Dalle origini ai giorni nostri. Meno di un mese fa è stata conclusa la prima fase del nuovo collegamento tra gli Stati Uniti e l’Est asiatico: 18 mila chilometri di fibra ottica che dalle coste della California punta diritto verso la Cina e Taiwan. Non è il primo (e non sarà neanche l’ultimo), ma per adesso è l’unico che non fa scalo. Alla fine sarà costato 500 milioni di dollari. (continua…)
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9/10/2008 di Saro Vizzini
Qual è lo stato della Rete mondiale in termini di velocità e qualità? Quali sono le nazioni dove si naviga meglio? Una serie di risposte attendibili a queste domande arriva da un’indagine condotta in 42 Paesi e sponsorizzata da Cisco Systems. Ad ogni nazione è stato attribuito un “punteggio qualità”, sul quale influiscono la velocità di upload e download, la latenza, la misura del ritardo nell’information routing e il video-streaming.
A garantire la bontà dell’inchiesta è la chiave 2.0. Lo studio, infatti, è basato su circa otto milioni di registrazioni – test sulla velocità della banda larga – realizzate dagli utenti durante lo scorso mese di maggio, attraverso il sito www.speedtest.net. A metterne in fila i risultati sono stati invece gli studenti di Management & Business Administration della Said Business School presso l’Università di Oxford, coadiuvati dal Department of Applied Economics dell’Università di Oviedo. (continua…)
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Società |
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15/07/2008 di Luana Andreoni
Una pecora nera di oltre quattro metri d’altezza vaga per le piazze e gli aeroporti italiani in compagnia di due insoliti pastori. Prima tappa del tour la Stazione Termini di Roma, dal 20 al 22 giugno. Dal 24 al 26 giugno lo strano gruppetto si è spostato a Torino in Piazza Castello, poi a Brescia presso l’Aeroporto, e fino al 20 luglio sarà all’Umbria Jazz Festival. Impossibile non notarlo. Dal 20 in poi, chi volesse vedere coi propri occhi la curiosa “Gigapecora” dovrà fare un salto all’Aeroporto di Verona.
Ma se in tanto vagare la stanchezza e la sete si fanno sentire, l’imponente ovino che fa? Prende una pausa, si accomoda da qualche parte bene in vista e si ristora con una lattina di Chinò, il drink giusto per tipi “fuori dal coro”. Per pecore nere, appunto, che si distinguono dal gregge e rivendicano pubblicamente la loro “diversità”.
E proprio il concetto di non convenzionalità sta alla base di questa campagna di ambient marketing di Sanpellegrino, ideata far conoscere lo spot-cartoon che reclamizza Chinò su MTv, emittente giovane e ricca di programmi innovativi. A completare l’istallazione due hostess che regalano spille brandizzate e tramite un dispositivo bluetooth diffondono un video teaser del cartoon, invitando i passanti a visitare il sito www.fuoridalcoro.org. (continua…)