Il viaggio di Obama a Roma visto dalla rete – Sentiment Analysis

visita obama
Recentemente il presidente americano Barack Obama è venuto in visita nella nostra capitale. Giornalsti, blogger e utenti sui social media si sono scatenati nel commentare il viaggio del presidente statunitense: il suo incontro con Papa Francesco, la visita al Colosseo e il meeting  con il Premier Matteo Renzi.

Come ha reagito la rete

Monitorare i commenti in rete in queste occasioni è un modo per osservare come i cittadini reagiscono a visite così importanti: quali posso essere i punti di apprezzamento verso Obama e una grande nazione come gli Stati Uniti, o al contrario, le criticità che possono emergere.
Sappiamo tutti che a livello globale gli Stati Uniti generano sentimenti ambivalenti: chi apprezza il ruolo di guida della cultura e dell’azione politica americana, chi invece ne è esplicitamente o implicitamente in contrasto.
Studiare le reazioni degli utenti però può anche essere un modo per comprendere più intimamente l’Italia, capire quali sono i luoghi più frequentati in rete, valutare il volume delle discussioni in rete, associare il mondo digitale al paese reale.
L’indagine è stata condotta tramite il nostro software di monitoraggio per un periodo temporale di 72 ore, dal 26 al 28 marzo.

Il sistema ha raccolto 9,9K messaggi originali corrispondenti alle nostre parole chiave, che hanno prodotto oltre 30K azioni  di risposta ( tra commenti, like, condivisioni, retweet,etc.) da parte di 29K utenti unici.
Come si vede la platea coinvolta risulta essere molto ampia, oltre 29 mila utenti hanno in qualche modo interagito con articoli, post e tweet riguardanti la visita in Italia di Obama.

Interessante è sapere quali sono stati i canali interessati da questa nuvola di interazioni.
Facebook si conferma il social media  preferito dagli Italiani per interagire e discutere con altri utenti, con oltre il 54% di post e interazioni tra pagine fan e profili pubblici. Twitter registra il 28% dei contenuti totali, dimostrando quanto notizie di politica, affari esteri e relazioni pubbliche passino obbligatoriamente per la piattaforma di micro blogging. Minore è invece la creazione di discussioni su Blog e siti di news, dove, a parte alcune eccezioni,  il flusso delle conversazioni in Italia è inferiore rispetto a quello del social network di Menlo Park, Facebook.

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Sentiment Analysis: focus sulle negatività

Guardando il sentiment delle conversazioni, emerge che il 38% dei contenuti tra messaggi e interazioni presenta delle negatività.
La visita di Obama a Roma ha quindi scatenato una serie di commenti negativi che possono essere riconducibili a diverse ragioni.
Oltre al clima politico che in alcuni network della rete è ormai essere ostile alla figura di Obama, con un tasso di popolarità e fiducia in calo da diverso tempo, le ragioni di queste negatività sono varie.

Gli Stati Uniti nei giorni analizzati ha ricevuto critiche sotto diversi aspetti per:

  • Il loro ruolo nella vicenda che ha portato alla secessione della Crimea
  • Il tentativo di impedire tagli di spesa agli ormai famosi F35
  • Le trattative che vedrebbero gli Stati Uniti negoziare nuovi accordi sulla fornitura di gas nel nostro Paese.

Spiegate le negatività sugli USA, il viaggio di Obama è stato però un modo per gli utenti di commentare la propria nazione, mettere in luce le inefficienze e tutto quello che non funziona come dovrebbe. Un paragone quello con gli Stati Uniti, che vede uscire l’Italia sconfitta.
Non viene ovviamente risparmiata la classe politica italiana, così celebrativa quando si tratta di accogliere ospiti stranieri, ma così incapace quando occorre gestire lo Stato e le finanze pubbliche.

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Notiamo da questo grafico come non sono però stati i contenuti negativi a generare le conversazioni con i volumi maggiori. Le conversazioni più ricche si distribuiscono invece tra contenuti di carattere neutro. Sono quindi contenuti informativi, commenti senza alcuna volontà di criticare o parlare positivamente di Obama, gli Stati Uniti o l’Italia a generare densità maggiori di utenti.
L’importante sembra quindi partecipare al racconto, seguire gli eventi e  commentarli in tempo reale, senza necessariamente esprimere commenti positivi o negativi.

I volumi raccolti ci mostrano come in 3 giorni migliaia di utenti, non solo account specializzati nel settore dell’informazione, abbiano voluto commentare il viaggio presidenziale in Italia, dando il proprio giudizio o fornendo  informazioni che, tramite un’analisi più accurata, potrebbero mostrarci aspetti ancora più significativi del nostro Paese e il suo modo di reagire ai grandi incontri internazionali.

Stefano Bandera

Dal Lago Maggiore alla Città eterna, lasciando un pezzo di cuore a Bologna. Sociologo per formazione e passione, web reputation manager e data analyst per raccontare il mondo che verrà.