Salone del Libro 2014, Twitter e l’ engagement mancato

Salone de libro Torino

 

Da pochi giorni si è conclusa la XXVII edizione del  Salone Internazionale del Libro di Torino. Un evento importante per il mondo della cultura italiana, un’ occasione per tirare le fila dell’editoria nazionale e che quest’anno ha registrato un aumento dei visitatori rispetto all’edizione 2013. Gli ingressi sono stati infatti circa 340.000, con una crescita del 3% sulla vendita dei biglietti.

 

Il #SaloneDelLibro sul web

L’analisi è stata condotta analizzando le conversazioni generate in rete sull’evento, dal 7 al 13 maggio, comprendendo quindi  il giorno antecedente l’inaugurazione e il giorno successivo la chiusura del salone.

Nell’arco temporale di riferimento sono stati pubblicati circa 36K post, i quali hanno generato complessivamente 77K interazioni tra commenti, share, like, retweet ecc., da 46k utenti unici. 

Se volessimo un’indicazione di quante persone hanno partecipato alle conversazioni sul Salone del Libro in rete, potremmo dire che su 340.000 visitatori, il 13% ha generato almeno un’interazione (un dato da prendere con le pinze in quanto non tiene conto dell’ opportunità di accesso alla rete, l’età media dei visitatori, il livello di conoscenza dei social media, e così via).

 

Analisi dei luoghi 

Analizzando la distribuzione dei contenuti sui diversi luoghi di discussione emergono alcuni elementi significativi.

Twitter è stata la piattaforma maggiormente  utilizzata per la pubblicazione di contenuti, soprattutto dagli operatori di settore; infatti,  attraverso l’ hashtag ufficiale  #SalTo14   è stato possibile seguire live gli eventi delle diverse giornate. L’hashtag però non è mai entrato nei trend topic nazionali: un fatto insolito per un evento di tale portata e richiamo. Le ipotesi per questa anomalia sono molteplici, tra cui una difficoltà di navigazione in rete all’interno del Salone che si è protratta per tutti i giorni dell’evento.

Se andiamo ad osservare i dati però, notiamo che le interazioni totali su Twitter (27K) sono meno dei post originali prodotti (circa 30K),  meno di una interazione per tweet.
Twitter quindi per quanto sia stato il social più usato per commentare l’evento, non è stato di certo quello che ha generato engagement.

Al secondo posto tra i media digitali più utilizzati dagli utenti del Salone troviamo invece  Instagram, che dimostra una tendenza generale  molto positiva per quanto riguarda il volume di attività e l’engagement.
Pur configurandosi come un social di nicchia con soli 2K post originali sul Salone all’attivo, le interazioni sono “schizzate” oltre le 24K, a conferma di come l’elemento fotografico attiri fortemente gli utenti.

Per quanto riguarda Facebook,  nonostante presenti a livello complessivo un basso volume di post (circa 500, dato non comprensivo dei  profili personali privati),  dimostra di essere il canale più adatto per l’engagement, con oltre 19K interazioni. Il social di Zuckerberg, quindi, anche se poco ideale per la copertura di eventi live, rimane al momento il miglior canale per attrarre l’attenzione e interagire con gli utenti.

Seguono blog, siti di informazione, Flickr, Tumblr e Google+, meno sfruttati durante i giorni dell’evento ma funzionali a convogliare informazioni e catturare quella coda lunga di utenza che non frequenta  i “social di massa”.

 

salone del libro - social media

 Tab1: percentuale di post + interazioni per singola piattaforma 

 

 Gli “influencer” del Salone

Procedendo nell’analisi, tramite il nostro strumento di monitoring è stato possibile individuare tutti gli autori che hanno contribuito a creare il buzz in rete. La loro posizione in elenco è data dallo Score, punteggio basato su un algoritmo che tiene conto di 4 elementi:

– reach, utenti unici che l’autore ha coinvolto
– impact, numero di interazioni generate
– qualità rispetto alle interazioni (un like vale meno di una condivisione, un commento più di un retweet, ecc.)
– volume, ovvero numero di post pubblicati dall’autore

 

Influencer salone del lebro

 

La classifica presenta i primi dieci influencer che secondo l’algoritmo sono riusciti ad attrarre maggiormente l’attenzione e a interessare gli utenti.

La schermata mostra come l’attività degli influencer abbia coinvolto per lo più su Facebook e Instagram, a conferma del fatto che i profili che hanno generato più engagement non erano quelli operativi su Twitter.

L’unico profilo  presente nella top ten,  che ha evidentemente puntato prevalentemente su Twitter  è Libri Mondadori,  che oltre ad avere una community molto ampia ha pubblicato un elevato numero di contenuti nel periodo considerato.

Stefano Bandera

Dal Lago Maggiore alla Città eterna, lasciando un pezzo di cuore a Bologna. Sociologo per formazione e passione, web reputation manager e data analyst per raccontare il mondo che verrà.