Banche: come valorizzare le collezioni d’arte online?

collezioni_ bancarieUna delle nostre ultime attività è stata un’analisi di benchmark svolta per un potenziale cliente sul tema della valorizzazione del patrimonio artistico delle banche. Il benchmark è stato per noi il punto di partenza per arrivare a definire un progetto di comunicazione che comprende la realizzazione di un portale Web e un piano di promozione in Rete e nei social media.

L’obiettivo con cui siamo partiti nell’analisi è stato quello di individuare le best practices nella promozione in Rete delle collezioni bancarie, in grado di attivare nel Web un sistema di valorizzazione, collaborazione e interazione tra banche e centri espositivi, e tra banche e grande pubblico. Specie in Italia, nonostante esistano archivi e cataloghi di grande valore, ad oggi le opere delle collezioni bancarie sono visibili solo in occasioni speciali, quando le banche organizzano mostre o prestano opere a esposizioni museali. Per lo più, le opere sono appese nei corridoi dei palazzi degli istituti o risiedono in caveau, rimanendo sconosciuti al grande pubblico. Gli stessi galleristi e organizzatori di mostre, così come studenti e studiosi, non ne conoscono l’esistenza. E qui il Web potrebbe essere d’aiuto a tutti, permettendo di realizzare progetti di valorizzazione ed esposizione a costi ridotti rispetto all’offline e disponibili a tutti, in ogni momento e luogo.Da una ricerca qualitativa sulla valorizzazione delle collezioni d’arte di proprietà dei principali player bancari italiani e internazionali (UniCredit, IntesaSanPaolo, Mps, Bnl, Db, Ubs Abn Amro) e le fondazioni bancarie (Cariplo, Verona, Torino, Bologna), svolta da The Boston Consulting Group di Milano nel 2011, è risultato che il sistema bancario italiano è uno dei maggiori collezionisti privati. Negli ultimi anni, si è assistito a un progressivo cambio di orientamento strategico che ha portato le banche verso un collezionismo moderno e illuminato, superando la mera decorazione di ambienti di rappresentanza, per creare vere e proprie collezioni d’arte. La finalità è quella di «associare l’identità della banca all’arte o all’orientamento del personale».

Tuttavia, le collezioni spesso non trovano spazio adeguato online. Eppure, le banche potrebbero sfruttare appieno le potenzialità del Web 2.0, sviluppando una strategia di promozione e comunicazione sui social network per contribuire ad aumentare la reputazione delle collezioni e attivare iniziative di coinvolgimento e passaparola. Inoltre, manca un sistema strutturato di scambio e collaborazione con galleristi e musei, che potrebbe accrescere la conoscenza delle opere sul territorio e portare a ritorni economici, come insegna il Louvre di Parigi. Il museo parigino nel 2007 ha realizzato il Louvre Abu Dhabi, con vantaggi di immagine e visibilità sulla propria collezione e una previsione di introito pari a 1 miliardo di euro nell’arco di 30 anni per le casse dei musei francesi, di cui 190 milioni in 10 anni provenienti dai prestiti del Louvre.

Parola d’ordine in Italia: catalogare
Catalogazione online sembra essere la parola d’ordine nostrana, non solo di banche e fondazioni ma anche di musei che abbiamo comunque analizzato per individuare spunti interessanti. In generale, i siti che espongono collezioni online, si preoccupano soprattutto di pubblicare immagini e accompagnarle da descrizioni e informazioni di base. Appare qualche funzionalità 2.0, nei casi più interessanti. Se partiamo dai musei, ad esempio il MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo), il Polo Museale Fiorentino e la Fondazione dei Musei Civici Veneziani hanno avviato progetti di digitalizzazione delle proprie opere affidandosi a complessi sistemi di catalogazione e a motori di ricerca “targettizzati”. A un sistema di ricerca semplice, si affiancano uno o due motori di ricerca avanzati, che permettono di ricercare l’opera per periodo, scuola, tecnica, oppure per dati più approfonditi, rivolti a un pubblico di studiosi e galleristi. Da segnalare il sistema di catalogazione delle opere scelto dalla Fondazione dei Musei Civici Veneziani. Le schede di presentazione si compongono da testi descrittivi sintetici, a cui si associano a volte commenti di esperti del settore, sia sull’opera sia sull’artista che l’ha realizzata. Tra le applicazioni, di particolare interesse è quella sviluppata dal Polo Museale Fiorentino chiamata “Gestione colore”, per configurare il computer in modo da visionare nel miglior modo possibile le variazioni cromatiche del quadro/scultura. Banche e Fondazioni bancarie seguono queste impostazioni. Qualche istituto offre inoltre e-card (ad es. Unicredit), che permette di inviare cartoline virtuali con opere delle collezioni, abbinando messaggi personalizzabili, o funzionalità “deep-zoom”, per ingrandire e trascinare la foto per l’esplorazione dei particolari (ad es. Fondazione Monte dei Paschi di Siena).

E all’estero? Maggior spazio a multimedia e interazione
I siti di banche e fondazioni estere presentano tratti comuni all’esperienza italiana, dimostrando tuttavia di aver colto meglio le potenzialità offerte dalla multimedialità, dai social media e dalla fruizione multicanale. La maggior parte delle realtà analizzate sono presenti nelle più note piattaforme di Social Media (Facebook, Twitter, YouTube, FourSquare), con lo scopo di coinvolgere gli utenti attraverso iniziative speciali (es. foto contest o concorsi per valorizzare la creatività di giovani artisti) e partnership esclusive con altri enti o marchi. Interessante l’esperienza della Fondazione Deutsche Bank, che oltre alla collezione di opere online cura un magazine sull’arte, offre un’applicazione per Apple e Android, e alcuni virtual tour dedicati a qualche artista o opera. Positiva anche l’esperienza americana del Museum Loan Network, che con l’aiuto del MIT ha creato una rete online di 400 istituzioni che mette a fattor comune 20mila opere per i prestiti di lungo periodo, con contatti e gestione dei prestiti online. Anche qui, però, i migliori esempi sono quelli sviluppati da musei e gallerie d’arte. Il sito di Reunion des Museaux Nationaux offre una webtv video di approfondimento, una sezione “Risorse in storia dell’arte” con brevi lezioni su periodi artistici o temi, “La Storia di Francia” con percorsi storici del paese raccontati per immagini. La Tate Gallery di Londra aggiunge una formazione online (con corsi in arte, app per iPhone e iPad; iMap) un blog che affianca e commenta opere e collezioni, la possibilità di creare la propria collezione d’arte. I siti del MOMA e del Guggenheim Museum di New York presentano una community online con commenti e post della redazione o degli utenti su arte, management museale, nuove tecnologie per l’arte, artisti, eventi, ecc., applicazioni create ad hoc, podcast, video sulle esposizioni, iniziative partecipative (es. crea il tuo video o trova il video artistico più interessante presente su YouTube).

In Europa si prova la trasversalità

Europeana è una biblioteca digitale jumping castle hire e una mostra virtuale che intende mettere in Rete il patrimonio culturale europeo, con una raccolta di libri digitalizzati europei, opere d’arte, dipinti e altri oggetti d’arte, manoscritti, lettere, musica, foto, immagini televisive e cinematografiche, audiofragments. La Web Gallery of Art ospita invece opere di artisti europei dal XII al XIX secolo, con ottime immagini delle opere della collezione visibili fin nei particolari grazie alla funzione “zoom”, la possibilità di confrontare due opere nella stessa schermata e seguire percorsi tematici e interessanti visite guidate. Inoltre, permette di creare liste personalizzate di artisti e inserire un brano musicale dello stesso periodo dell’opera e di essere seguiti da una guida multimediale, dove un personaggio spiega opere e artisti.

Elena Dalla Massara

Analista e digital strategist specializzata in cultura, comunicazione istituzionale e intercultura. Laureata in Filosofia teoretica, come giornalista pubblicista ha realizzato alcune inchieste in Albania, Afghanistan, Tajikistan, Sudan e Mongolia. In Cultur-e dal 2001, oggi coordina il team interno di Social Intelligence e realizza web reputation analysis e strategie di intervento per enti, imprese e top manager. Lingue: italiano, inglese e francese.