Come cambia l’enciclopedia on line: orientarsi tra chi toglie risorse e chi ne aggiunge

Treccani_blogNe sono cambiate di cose dall’analisi sulle enciclopedie online che facevamo sul questo blog oltre un anno fa, e chi allora si aspettava un rapido incremento delle risorse enciclopediche online ha dovuto ricredersi: in Rete sono sopravvissute solo le enciclopedie che hanno avuto il coraggio di scommettere sul 2.0 e sulla partecipazione degli utenti.

Encarta, l’enciclopedia multimediale prodotta da Microsoft dal 1993, non esiste più. A marzo del 2009 Microsoft ha annunciato che il 31 ottobre 2009 avrebbe chiuso il sito web di Encarta e non avrebbe più fornito i servizi legati a questo prodotto. L’azienda ha giustificato la chiusura di Encarta con i profondi cambiamenti nelle modalità di ricerca delle informazioni, la cosiddetta rivoluzione del web 2.0 e la concorrenza con le enciclopedie online, come ad esempio Wikipedia

L’enciclopedia tedesca Brockhaus Enzyklopaedie è oggi presente in Rete con un sito solo commerciale.
Nell’aprile del 2008, a causa della diminuzione delle vendite, si era deciso di realizzarne una versione online da consultare gratis e da finanziare con annunci pubblicitari. In seguito, si è però rinunciato ad una pubblicazione in Rete e nel febbraio del 2009 l’enciclopedia è stata assorbita dalla società Arvato/Wissenmedia GmbH, di proprietà della Bertelsmann.
Fino ad allora sul sito le risorse dell’enciclopedia erano disponibili online agli utenti che sottoscrivevano un abbonamento. Oggi invece, in seguito al brusco cambio di politica nei confronti del web da parte dell’azienda, il sito presenta esclusivamente l’offerta commerciale della casa editrice, senza la possibilità di consultare alcun tipo di contenuto enciclopedico né tantomeno alcuno strumento di partecipazione.
Un’occasione mancata forse, che testimonia il difficile rapporto delle “vecchie” enciclopedie nei confronti delle possibilità offerte dalla rete, auspicate e temute allo stesso tempo.

Le enciclopedie che invece hanno scelto di aprirsi a una reale forma di partecipazione dal basso e di collaborazione da parte degli utenti sono la francesce Larousse, la Enciclopedia Britannica e l’italiana Enciclopedia Treccani, che prevedono una reale forma di interazione con gli utenti e offrono una serie di strumenti dedicati alla comunità.

All’inizio del 2009 la storica Enciclopedia Britannica ha lanciato in Rete una nuova versione del suo sito in chiave 2.0, spinto verso la partecipazione e la collaborazione.
Già da diverso tempo sul sito era possibile consultare le risorse dell’enciclopedia; ma a partire dal gennaio 2009 gli utenti possono anche segnalare contenuti ed editarli direttamente sul sito, anche se prima della loro pubblicazione definitiva è necessario il placet della commissione di controllo, cui spetta l’insindacabile giudizio su quello che deve finire in pagina o meno.

Niente a che vedere quindi con il modello Wikipedia, dove invece è il lavoro collettivo di utenti esterni e redattori interni a confezionare le singole voci. Nel sito della Britannica infatti la sezione con i contributi degli utenti rimane separata e sono presenti tutti i nomi di chi ha contribuito. L’enciclopedia Britannica infatti non è mai stata a favore della politica della collaborazione democratica propria di Wikipedia, ritenuta troppo pericolosa per l’integrità e l’attendibilità delle voci.

L’editore francese Larousse ha reso disponibile nel 2008 una versione online della sua enciclopedia rendendo liberamente consultabili circa 150mila voci e 10mila immagini. Allo stesso tempo è partita una sperimentazione in stile wiki di enciclopedia aperta a commenti e contributi degli utenti, che però devono essere registrati e firmare i loro interventi.
L’iniziativa è ospitata in una sorta di sito parallelo a quello ufficiale; per ogni tema infatti si possono leggere a sinistra le voci di responsabilità diretta di Larousse consultabili gratuitamente e contraddistinte dal colore arancione; invece a destra i contributi dei lettori registrati, in viola. Né più né meno che articoli scritti e firmati dagli utenti.

In nessun caso, invece, è prevista l’associazione di tag alle voci enciclopediche, né da parte della Britannica né tantomeno da parte della francese Larousse. L’unico esempio di enciclopedia in rete che presenti un sistema di folksonomy è offerto dalla Enciclopedia Italiana Treccani, tramite un sistema di tagging collaborativo che rappresenta un esperimento unico nel settore delle enciclopedie in rete.

Nel 2008 l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani ha rinnovato il suo portale www.treccani.it rendendo disponibili on-line parte delle sue risorse enciclopediche.
Oggi infatti gran parte delle risorse della Treccani sono online, consultabili gratuitamente. Sono disponibili circa 560mila lemmi, più o meno lo stesso numero di Wikipedia Italia, aggiornati tempestivamente, se non in tempo reale, con accurate digressioni riguardanti argomenti di attualità.

L’Istituto ha quindi deciso di mettere in Rete un portale in pieno stile web 2.0 con servizi e strumenti caratterizzati da una diffusa interazione da parte degli utenti (commenti, forum, boookmarking, etc) per sperimentare nuove forme di comunicazione partecipativa, fra cui la possibilità offerta agli utenti di inserire tag utili a identificare tutti i contenuti del portale.
Così come accade nei sistemi di broad folksonomy come del.icio.us, anche nel portale Treccani una determinata risorsa può essere annotata sia dal suo “autore” (chi la indicizza per la prima volta all’interno del sito), sia, utilizzando tag differenti, da altri utenti, permettendo in questo modo di far emergere in modo omogeneo e relativamente immediato l’opinione degli utenti.

Non si tratta dunque di un sistema di tagging “libero”, perche l’utente non può inserire a sua scelta la parola che preferisce, come accade ad esempio in del.icio.us, ma deve scegliere il termine da associare alla risorsa all’interno di un thesaurus definito e circoscritto, che corrisponde al lemmario delle risorse disponibili sul portale. Cliccando su ciascun tag infatti si lancia una ricerca che permette di consultare tutti i contenuti associati a quel termine: l’utente può quindi consultare la definizione del termine cliccato oppure navigare in percorsi tematici e correlazioni creati nel tempo dagli utenti della comunità.

Grazie alla collaborazione degli utenti, le risorse Treccani vengono quindi identificate secondo criteri che sono essi stessi a scegliere: una categorizzazione collaborativa, spontanea e “dal basso” delle informazioni in pieno “stile 2.0” che rappresenta un caso unico nel panorama delle enciclopedie in rete.

Elena Dalla Massara

Analista e digital strategist specializzata in cultura, comunicazione istituzionale e intercultura. Laureata in Filosofia teoretica, come giornalista pubblicista ha realizzato alcune inchieste in Albania, Afghanistan, Tajikistan, Sudan e Mongolia. In Cultur-e dal 2001, oggi coordina il team interno di Social Intelligence e realizza web reputation analysis e strategie di intervento per enti, imprese e top manager. Lingue: italiano, inglese e francese.