SciVee e JoVE tra audiovisivo, web e scienza

Sciveeok“Fai conoscere la tua ricerca” è l’invito rivolto su SciVee agli studiosi di tutto il mondo. Fino a qui niente di nuovo rispetto alla tradizione del mondo accademico, ma il testo che presenta il sito sui motori di ricerca continua: “…attraverso video, pubcasts e postercasts”. Gli studiosi sono dunque invitati a realizzare in proprio e poi caricare sul portale, video in cui presentano i risultati del proprio lavoro o forme ibride di comunicazione, pubcast e postercast, in cui audio e video sono abbinati a testi scritti. I pubcast sono “la combinazione di un articolo scientifico pubblicato e di una presentazione audio e video” (SciVee – About), un postercast è la “combinazione di un poster scientifico con una presentazione audio o video”.

Come è facile intuire si tratta di due forme testuali che si sviluppano a partire dalla pratica della comunicazione scientifica in seminari e convegni, in cui i ricercatori sintetizzano il loro lavoro e ne evidenziano i punti più rilevanti attraverso l’ausilio di slide con citazioni, grafici, immagini. L’interesse però sta nel fatto che non si tratta semplicemente di riprese video di interventi ma di ipertesti multimediali in cui sono gli stessi ricercatori a mixare e combinare segmenti video o audio con porzioni del testo scritto o immagini. Ipertesti che poi possono essere commentati, taggati, categorizzati dagli utenti che costituiscono la comunità scientifica di SciVee.

Se consideriamo il rapporto tra la sfera accademica e scientifica e quella dei media ci troviamo qui di fronte ad un parziale rinnovamento del ruolo dello scienziato: non lascia ad altri la traduzione del proprio lavoro in forme adatte e compatibili con l’ambiente mediale ma ne è esso stesso regista. La dinamica che si crea non ha però una sola direzione, dall’ambiente scientifico verso quello dei media digitali di rete, il che ricondurrebbe il fenomeno nell’ambito della semplice divulgazione scientifica, il rapporto è reciproco: dai media verso l’ambiente scientifico.

L’obiettivo di SciVee è infatti quello di entrare nel vivo dei processi di costruzione della conoscenza scientifica, fatta di pratiche consolidate (discussione della tesi, presentazioni, interventi in convegni,..) e generi testuali specifici (monografie, curatele, articoli scientifici, …), attraverso la proposta di nuove forme testuali (pubcast e postercast) e pratiche (condivisione, commenti, social tagging).

È importante rilevare questo rapporto reciproco tra ambiente scientifco ed ambiente mediale anche per differenziare portali come SciVee da web tv divulgative e scientifiche come Big Think o TED (vedi “Imparare navigando” di Barbara Lauro). In questi siti, studiosi ed esperti sono protagonisti e attori della comunicazione, ma il mondo scientifico non viene modificato nei suoi processi specifici.

Nella stessa area di SciVee troviamo un progetto come JoVE che fin dal titolo, “Journal of Visualized Experiments”, dichiara il suo statuto accademico e scientifico. JoVE offre in forma video procedure sperimentali e protocolli nell’ambito delle così dette “Scienze della vita” (medicina, neuroscienze, biologia cellulare, etc.). I video o meglio i videoarticoli (JoVE-About) sono proposti da ricercatori ma sono filtrati da un comitato editoriale, proprio come in una tradizionale rivista scientifica. I video accettati dal comitato editoriale entrano con efficacia nella pratica scientifica dal momento che mostrano, con brevi video, procedure sperimentali che richiederebbero complesse e lunghe descrizioni per essere comunicate.
Questo avviene, per di più, in un settore delicato come quello delle scienze della vita, dove la perfezione delle procedure è decisiva per ottenere dei risultati.

Da questi incontri tra la forma audiovisiva, il Web, e la scienza stanno nascendo fenomeni interessanti che potrebbero diventare nuovi generi di comunicazione e pratica scientifica.

Leonardo