Pubblica Amministrazione 2.0

burocraziaUna macchina lenta dai numerosi ingranaggi che con difficoltà si mette in moto e con facilità si inceppa, e la Pubblica Amministrazione non vuole più vestire questi panni. Le PPAA si rifanno il look a colpi di click: acquistano una dimensione più snella e fluida grazie agli strumenti dell’era digitale. La filosofia del Web 2.0 entra nei palazzi istituzionali con l’intento di favorire l’ascolto e il dialogo con il cittadino.

Una prova tangibile di questo nuovo approccio è data dalla recente creazione del manifesto della PA digitale: lo scorso 23 ottobre, all’interno del VeneziaCamp 2009, si è svolto un evento dedicato al Manifesto Amministrare 2.0, il documento in progress che FORUM PA sta promuovendo assieme a diversi attori e network del mondo dell’amministrazione pubblica. Obiettivo: proporre una visione condivisa per favorire la modernizzazione della PA digitale.
La versione attuale è frutto dei lavori svolti nell’ambito dell’ultimo FORUM PA di Maggio 2009 i cui risultati sono stati riportati in un documento finale dove si legge che: “L’obiettivo è stato quello di disegnare il profilo di una nuova Amministrazione 2.0, ricercare le priorità e stabilire le azioni determinanti e le condizioni necessarie affinché il percorso di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione viva un nuovo slancio e la cittadinanza digitale acquisisca significato, rilevanza e centralità. La strada scelta è stata quella della condivisione di un manifesto, di un insieme di tesi e di strumenti intorno ai quali ricercare esperienze guida – concrete, trasferibili e di successo -, discutere, confrontarsi e definire strategie condivise tra diverse PPAA.”
Le vecchie regole e impostazioni appartenenti alla pubblica amministrazione nella sua versione 1.0 devono essere sostituite da un nuovo approccio comunicativo: dalle redazioni autoreferenziali e top-down alle informazioni bottom-up e i contenuti autogenerati (UGC), dalla completa mancanza di interattività e dall’eccesso di mediazione alla massima partecipazione e disintermediazione.

Questi sono solo alcuni degli elementi su cui si basa il nuovo progetto collettivo di riforma delle PA in veste digitale. Prima della redazione di questo documento ci sono state diverse amministrazioni locali che hanno iniziato a sperimentare nuove forme di comunicazione con il cittadino.

Venezia è uno dei comuni più lungimiranti in questo senso: il progetto Amministrare 2.0 da tempo già in atto nel comune veneto, nasce proprio con l’obiettivo di trasformare il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione grazie alle nuove tecnologie. In una sezione del sito ufficiale della città sono elencati alcuni esempi di applicazione degli strumenti del Web 2.0 per la gestione quotidiana del rapporto con il cittadino. Anche il Comune di Torino si dimostra all’avanguardia risultando tra i primi in ambito pubblico a introdurre le applicazioni e gli strumenti digitali: dal rilascio di widget ad efficaci sistemi di social bookmarking senza dimenticare i social network del momento con una presenza ufficiale su Facebook, Twitter e YouTube . La lista degli enti pubblici 2.0 continua ad arricchirsi, da Nord a Sud le istituzioni locali stanno seguendo il “buon esempio”: prodotti innovativi che rappresentano manifestazioni concrete del salto culturale che gli organi istituzionali stanno tentando di compiere.

One Comment

  1. Il sito del Comune di Torino citato nel post è anche un ottimo esempio di taggatura dal basso, o meglio, di folksonomy.

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