Flash accessibile? Si grazie

Nonostante gli ultimi trend del Web 2.0 indichino la strada dell’essenzialità grafica e della semplicità dei siti, sono ancora molte le richieste di aziende e istituzioni di inserire animazioni nelle loro pagine on line. Le ragioni possono essere diverse: dal semplice effetto grafico alla necessità di attirare l’attenzione su contenuti strategici o importanti. O ancora l’esigenza di comunicare più informazioni in uno stesso spazio. Oppure di offrire un servizio di videoguida, slideshow o accesso a strumenti utili.

Con l’avvento degli standard W3C sull’accessibilità e, in Italia, della Legge Stanca, la realizzazione di animazioni prevede un’attenzione particolare nella fase di progettazione e sviluppo. Rimanendo valida la regola generale di evitare animazioni inutili (consiglio in realtà adatto a qualsiasi tipo di progetto), vorrei delineare alcuni criteri da tenere in considerazione. Le indicazioni qui riportate si riferiscono all’elaborazione di oggetti in Flash, una tecnologia che si presta particolarmente al rispetto dell’accessibilità, e approfondiscono l’esempio di animazioni presenti in homepage o in porzioni limitate di pagina.
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Elena Dalla Massara

Analista e digital strategist specializzata in cultura, comunicazione istituzionale e intercultura. Laureata in Filosofia teoretica, come giornalista pubblicista ha realizzato alcune inchieste in Albania, Afghanistan, Tajikistan, Sudan e Mongolia. In Cultur-e dal 2001, oggi coordina il team interno di Social Intelligence e realizza web reputation analysis e strategie di intervento per enti, imprese e top manager. Lingue: italiano, inglese e francese.

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