Progettare il Web a partire dal piano editoriale

Cosa serve per realizzare un sito Internet che funzioni? Se fino a qualche anno fa la priorità per le aziende e le organizzazioni era quella di essere presenti sul Web, oggi diventa sempre più emergente il bisogno di offrire contenuti e servizi utili e di qualità, per soddisfare e fidelizzare un pubblico sempre più variegato ed esigente di utenti, oltre che per differenziarsi dai competitor italiani e stranieri.

In tale contesto, l’errore che ancora oggi molte organizzazioni commettono è quello di rivolgersi direttamente ad agenzie di grafica e di sviluppo software, a cui passano indicazioni generiche di struttura, sottovalutando l’importanza di elaborare prima un modello concettuale e un piano di comunicazione on line.

In questo modo nascono spesso siti elaborati, accattivanti e ricchi nell’offerta, ma poco usabili o poco efficaci dal punto di vista della promozione di quelli che sono gli obiettivi e le priorità di comunicazione e servizio.

Il fatto stesso che spesso all’interno dell’azienda o dell’ente committente l’attività di sviluppo di un sito venga affidata alla direzione IT, e non al gruppo di comunicazione, è indice di una scarsa consapevolezza dell’importanza del contenuto e del modo in cui lo si organizza e presenta on line.

Convinta, come tutta Cultur-e, che il contenuto sia la vera forza della comunicazione e dei servizi offerti in Rete, ritengo che per garantire il successo di un qualsiasi spazio Web (sito, portale, blog, forum, ecc.) sia necessario elaborare prima di tutto un concept editoriale, per realizzare successivamente la grafica e lo sviluppo delle applicazioni, che ne sono la conseguenza.

Per arrivare a definire in modo appropriato il piano editoriale è necessario raccogliere il maggior numero possibile di materiali e informazioni, attraverso un’analisi iniziale del contesto che coinvolga il management dell’organizzazione e altre figure utili a individuare le finalità dell’attività di progettazione e i contenuti o servizi che verranno offerti, oltre che eventuali vincoli operativi e tecnici che potrebbero condizionare la progettazione stessa.

Solo una volta raccolti tutti questi elementi sarà possibile realizzare un progetto grafico efficace e le specifiche tecnico-funzionali per lo sviluppo della piattaforma tecnologica (architettura e applicazioni) che dovrà supportare l’ambiente on line.

Elena Dalla Massara

Analista e digital strategist specializzata in cultura, comunicazione istituzionale e intercultura. Laureata in Filosofia teoretica, come giornalista pubblicista ha realizzato alcune inchieste in Albania, Afghanistan, Tajikistan, Sudan e Mongolia. In Cultur-e dal 2001, oggi coordina il team interno di Social Intelligence e realizza web reputation analysis e strategie di intervento per enti, imprese e top manager. Lingue: italiano, inglese e francese.

4 Comments

  1. Assolutamente d’accordo, anche se fortunatamente mi pare crescente il numero di aziende che si propongono alla grande rete con maggiore consapevolezza del piano informativo da proporre. Soprattutto quelle medio/grandi dove questa esigenza è, giocoforza, più avvertita.
    Divoro pagine web da quando queste erano costituite da manciate di byte scaricabili in pochi secondi anche con un modem da 14,4 kbps e ho sempre avuto chiara la risposta alla tua domanda.
    Per realizzare un sito Internet che funzioni occorre comprendere come tale funzionalità sia intesa dall’utente.
    Altrimenti si rischia di creare opere d’arte incomprese, e quindi inutili.
    Ma la vera sfida di oggi ritengo sia quella di “costruire” un sito che possa “offrire” ciò che il navigatore “domanda” indipendentemente dal fatto che esso sia un newbie o un hacker.
    L’uno e l’altro si aspettano delle informazioni, seppure a livelli diversi, ed un sito che funziona è un sito che li soddisfa entrambi…
    Un saluto.
    Ale

  2. Sono d’accordo anch’io con te Alessandro. Per contenuti e servizi utili intendevo proprio quello che scrivi tu: che rispondano alle richieste degli utenti. Sul fatto di soddisfare tutti, è vero e l’usabilità dovrebbe essere il giusto compromesso tra le due tipologie di utenza, ma non bisogna dimenticare il target a cui ci si rivolge. Possono esserci siti che per obiettivi dichiarati o strategici danno priorità a un’utenza poco evoluta dal punto di vista informatico, altri invece che privilegiano utenti più esperti. In questi casi le scelte progettuali si declinano e prediligono alcune scelte piuttosto di altre.
    Ciao!
    Elena

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