Dai calciatori alle pensioni e ai Comuni, le ultime proteste del Web

Screenshot pagina sciopero calciatoriInternet è la “piazza” del ventunesimo secolo. Da tempo non c’è manifestazione, iniziativa o voce che non passi per il grande megafono della Rete. Dalla politica ai temi civili, dal gossip ai problemi dell’economia nazionale, in Italia come all’estero. Ancora di più in giorni critici come questi.

Gli esempi si sprecano: limitandosi solo al nostro Paese, ultimo grande motivo di protesta sono stati i provvedimenti della manovra del Governo, su tutti pensioni e tagli agli enti locali. La previsione di un contributo di solidarietà per alcune fasce di reddito e la norma che escludeva dal calcolo dell’età pensionabile gli anni di laurea e servizio militare (per ora stralciata) hanno innescato le polemiche: su Facebook sono già nati diversi gruppi, da “No all’abolizione del riscatto della laurea e del servizio militare”, con oltre 3500 fan a “Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria”, che ha circa 143mila “mi piace”, in rotta soprattutto con i privilegi della Chiesa e la questione Ici. Si moltiplicano di giorno in giorno anche i commenti agli articoli delle testate Web, da quelle maggiormente “schierate” alle più neutrali, dai toni diversi ma quasi tutti poco “lusinghieri”.

Anche Comuni e Province non stanno a guardare: dopo la “stretta” annunciata di recente, si sono dati da fare per le strade e in Rete. Ad esempio, Uncem (Unione nazionale Comuni, comunità ed enti montani), Legambiente e Anci della Toscana hanno dato vita a una maratona Web, cui hanno partecipato sindaci, parlamentari e altri esponenti politici, invitati a dire la propria su tagli e manovra finanziaria.

Immancabili, poi, le reazioni allo sciopero dei calciatori: principale oggetto del contendere il pagamento del contributo di solidarietà richiesto dal Governo e la possibilità di allenamento per i giocatori fuori rosa. Anche in questo caso i social network hanno fatto da protagonisti: basti pensare ai gruppi “Sciopero dei calciatori: andate a lavorare”, a quota 9mila fan, o “Sciopero dei calciatori?una barzelletta che non fa ridere”, con oltre 1300 like.

Una partecipazione ormai sempre più forte, che ha già dato i suoi frutti fuori dalla Rete: l’esito degli ultimi referendum, ad esempio, ha dimostrato come il Web sia uno strumento utilissimo di dibattito e diffusione della conoscenza.

Chiara