Ecco come il web e la tecnologia migliorano l’istruzione

blog-cultureLa tecnologia e la Rete stanno aiutando i docenti a espandere gli orizzonti dell’istruzione. Da semplice corso di informatica, si sono trasformati in un vero e proprio strumento versatile per l’insegnamento di concetti, l’assegnazione di compiti e progetti, la valutazione dell’apprendimento.

In altre parole, i tradizionali metodi lineari e basati sui libri di testo potrebbero presto essere superati da quelli innovativi e multimediali. Ecco, di seguito, qualche esempio identificato dal noto blog Mashable su come Internet e tecnologia hanno dimostrato il loro potenziale nel miglioramento dell’istruzione.

Alcuni concetti sono abbastanza facili da dimostrare agli studenti. Per esempio, utilizzando un diapason si riesce quasi sempre a spiegare la produzione del suono tramite le vibrazioni. Ben altra sfida è spiegare l’evoluzione, il comportamento delle molecole in diverse situazioni, o perché è pericoloso miscelare certe sostanze chimiche.

Modelli e simulazioni digitali possono aiutare i docenti a spiegare concetti o troppo grandi o troppo piccoli, e processi talmente veloci o così lenti da non essere fisicamente dimostrabili in aula. Concord Constortium è un’organizzazione no profit leader nella creazione di software gratuiti e open source che aiutano i professori a modellare concetti. Un esempio è Molecular Workbench, che fornisce simulazioni relative alle leggi dei gas, alla meccanica dei fluidi, ai legami chimici. I docenti che imparano a utilizzare il programma possono creare esercizi di testo, modelli, controlli interattivi.

Oltre a facilitare il processo di insegnamento, la tecnologia può rendere più efficiente l’attività di valutazione degli studenti. Il fatto che un allievo riesca a fornire la definizione di un cromosoma, per esempio, non significa che abbia una buona conoscenza o comprensione della genetica. Potrebbe essere, invece, che riesce a memorizzare bene i testi che legge. Grazie a certi programmi, i professori riescono a valutare se e quanto gli allievi hanno la padronanza di un concetto.

Con Geniverse, per esempio, gli studenti esplorano la genetica ‘riproducendo’ draghi virtuali con le caratteristiche ereditarie richieste dall’insegnante. Quest’ultimo può controllare tutti i passi effettuati da ogni allievo fino alla soluzione del quesito e capire se la risposta corretta è il risultato di una reale conoscenza o di una serie di tentativi a caso.

Anche i giochi di ruolo sono molto apprezzati da un numero crescente di istituti formativi. Gli Epistemic Games, sviluppati dalla University of Wisconsin, immergono gli studenti nel mondo reale degli adulti tramite simulazioni commerciali e lavorative. Gli allievi, che nel gioco diventano giornalisti, ingegneri, progettisti e altro, devono risolvere problemi ‘veri’. L’interattività può stimolare sia il pensiero innovativo che alcune capacità pratiche.

Gli ebook hanno un grandissimo potenziale per l’innovazione dell’istruzione. Presto, i pesantissimi zaini sulle spalle saranno un ricordo del passato: gli ebook reader possono contenere centinaia, se non migliaia di libri, e offrono sempre più strumenti mirati a lettori di ogni tipo (ad esempio, la ricerca integrata su Google ed enciclopedie digitali, la possibilità di evidenziare, ritagliare, scrivere e inviare testi per e-mail). I tablet PC più avanzati offrono servizi multimediali che potrebbero dare agli studenti la possibilità di avere simulazioni e modelli virtuali a portata di mano.

Attività e iniziative di e-learning spuntano come funghi. In siti web come Glovico.org gli allievi possono partecipare a lezioni di lingue straniere via videocomunicazione, e confrontarsi con persone madrelingua e di culture diverse residenti in altri Paesi. La University of People (UoPeople) è un’istituzione accademica non-profit, online, gratuita e di tipo collaborativo. Con sede in California, diffonde l’alta istruzione con la modalità peer-to-peer, raggiungendo anche le fasce sociali emarginate di tutto il mondo.

Ad Haiti, decine di studenti ‘frequentano’ i corsi in Business Administration e in Computer Science della UoPeople. Fanno a turno per usare i PC e la connessione messa a disposizione da volontari e donatori. Studiano in aule virtuali (chat room speciali) dove possono condividere materiali, confrontarsi su contenuti, rivolgersi a ricercatori e insegnanti.

Senza tecnologia e Internet (ma anche tanta buona volontà), questi giovani haitiani non riuscirebbero a continuare i loro studi dopo che il terribile terremoto del 2010 ha distrutto o danneggiato l’87% delle strutture di educazione superiore del Paese.

Raffaella