Il curriculum è sempre più social

cultur-eIn tempi di crisi trovare lavoro è sempre più difficile e per avere maggiori possibilità bisogna percorrere ogni strada. Spesso non basta più nemmeno il buon vecchio curriculum accompagnato da una lettera di presentazione, visto che ora le esperienze professionali si condividono online e ci pensa la rete di amici a “raccomandarti”. Così infatti funziona Linkedin, il social network più utilizzato in questo momento dagli italiani. L’iscrizione è semplice e gratuita e prosegue con la compilazione dei diversi campi della propria scheda personale: studi, esperienze professionali e inserimento foto. Dopo la registrazione, si inizia a costruire la propria rete di conoscenze, partendo dagli amici.

Grazie agli oltre 75 milioni di utenti registrati, tra cui i dirigenti delle prime 500 aziende secondo il settimanale americano Fortune, Linkedin ha assunto da subito una connotazione professionale: tra le caratteristiche che lo contraddistinguono da sempre, c’è la funzione “raccomandation”, ovvero la possibilità di scrivere una breve presentazione (positiva!) per un collega o amico con cui si è lavorato.

Ultimamente anche i social network più generici stanno sviluppando un lato dedicato al “job search”. Twitter, ad esempio, tramite la funzione ricerca può offrire sorprese interessanti: usando il tag #offrolavoro oppure la combinazione  #Roma #lavoro escono molti tweet (i messaggi che inseriscono gli utenti del social network) che segnalano occasioni da non perdere. Un’altra funzionalità offerta da Twitter è Twitjobsearch: un sito che, in base alla parola chiave inserita dall’utente, “pesca” tra i tweet delle agenzie di recruitment e li presenta ben organizzati per tipologia o per area geografica. Mentre su friendfeed nascono sempre più gruppi dedicati a chi cerca un nuovo impiego: interessanti gli scambi di esperienze su colloqui svolti, o le segnalazioni dell’apertura di nuove posizioni in grandi società.

Oltre all’utilizzo dei social network, c’è chi per “farsi notare” dall’azienda in cui voleva essere assunto ha fatto molto di più: ha creato una vera campagna online. Così, Alberto, italiano trasferitosi in Australia, quando ha letto un annuncio di una grande società che cercava un social media coordinator, ha organizzato la campagna “All we are saying is give @rodmanalbe a chance”, riprendendo la canzone di John Lennon e adottandola come proprio nickname sul Web. In seguito ha aperto un blog, integrandolo con i diversi profili presenti nei social media.

Alberto è riuscito ad innescare un vero passaparola, invitando i suoi amici su Twitter a retweettare una frase che conteneva sia il nome dell’azienda che proponeva il lavoro sia il suo nickname, in modo da attirare l’attenzione.
E ancora: su Youtube ha caricato un video di presentazione in inglese, pratica che ultimamente viene richiesta sempre più spesso per annunci di lavoro nel marketing. Mentre su Facebook ha aperto una Fan Page invitando gli amici a cliccare su “MiPiace”, e costruendo una strategia di viral marketing semplicemente invitando i propri fan a farsi una foto con un cartello “all we are saying is give @rodmanalbe a chance”, lo slogan che lo rappresentava.

Sicuramente è stato un lavoro duro di strategia marketing personale, che ha ottenuto un ritorno in termini di numeri da fare invidia alle aziende. Il suo blog, infatti, ha raggiunto per ora 1.829 visite, mentre su Facebook sono in 627 a seguirlo. Anche Twitter ha registrato numeri importanti: 189 sono i tweets contenenti la parola @rodmanalbe, mentre i follower ad oggi sono 951. Infine Youtube ha raccolto 851 visite, mentre le foto hanno registrato 2.432 click.

Marta