In Rete l’ecologia che non idolatra l’ambiente

244Partiamo da un fatto e da una notizia recenti, che possono rappresentare il cappello morale e statistico per questo esteso fenomeno sociale che promuove – anche sul Web – la responsabilità e la consapevolezza nel coltivare e nel consumare i prodotti della terra. Si tratta della visita di Papa Benedetto XVI nella sinagoga di Roma e del primo rapporto di Nomisma sugli hobby farmer in Italia.

Durante l’incontro tra la Chiesa Cattolica e la Comunità Ebraica di Roma e d’Italia, trasmesso in diretta da RaiNews24 domenica 17 gennaio, gli interventi (di Papa Ratzinger e del rabbino capo di Roma Riccardo Disegni) hanno registrato una non trascurabile convergenza sui principi da cui far partire un impegno comune alle due religioni. Sono i più generali tra quelli contenuti nella Bibbia e condivisi al di là delle traduzioni e interpretazioni del testo sacro: primo fra tutti la salvaguardia del creato in quanto patrimonio affidato da Dio all’umanità, attraverso una “ecologia non idolatrica” – come è stato affermato -, che non trasformi cioè l’ambiente in un idolo o un feticcio con prerogative divine. Poiché questo rappresenterebbe un’involuzione culturale non solo rispetto al monoteismo.

È del 18 gennaio, invece, il lancio dell’agenzia Ansa che offre in anteprima i dati raccolti dal primo rapporto di Nomisma sugli agricoltori italiani per hobby, realizzato insieme al periodico Vita in campagna e che sarà presentato alla Fieragricoltura di Verona il prossimo 5 febbraio. Il report porta finalmente a galla una realtà sconosciuta in città ma ben radicata in provincia. Dove c’è un esercito di impiegati, liberi professionisti, lavoratori autonomi, dipendenti pubblici, operai, pensionati e perfino religiosi che fanno fruttare il loro appezzamento di terreno (in media 1,3 ettari a testa) anche solo per risparmiare sulla spesa e fare regali agli amici.

“Questo interesse per le attività agricole da parte dei non addetti ai lavori – spiega l’Ansa riprendendo i termini del rapporto – è riconosciuto in ambito internazionale come ‘tendenza in crescita’. A livello italiano rappresenta una ‘realtà consolidata’, ma mai quantificata perché sfugge alla rilevazione censuaria. Sta poi oggi assumendo particolare rilevanza con la crisi economica, che porta molti a riscoprire la bontà e la convenienza dei prodotti del proprio orto o frutteto”.

Se statistica e religione, per motivi anche comprensibili, si accorgono solo adesso (ma non con eccessivo ritardo) di quanto gli umani siano attaccati alla terra, possiamo dire – senza idolatrarlo – che il Web invece è stato ancora una volta lo specchio pressoché fedele di quanto accade nella società. Specialmente durante il 2009, infatti, si sono moltiplicati in Rete i siti, i social network, i marketplace e le web tv dedicati all’agricoltura responsabile, ai prodotti bio, alla filiera corta, al commercio equo-solidale e a tutto quanto ha a che fare con il vivere sano e in sintonia con il Pianeta, ma guardando al portafoglio. Eccone una rassegna sintetica.

Zoes.it > La sua presentazione ufficiale è avvenuta a fine maggio a Firenze durante la sesta edizione di TerraFutura, la mostra-convegno internazionale sulle buone pratiche di vita, di governo e d’impresa. Dove Zoes – che sta per Zona Equo Sostenibile – è arrivato dopo un periodo di sperimentazione che ha registrato l’iscrizione di oltre 2.500 utenti e l’avvio di 50 gruppi tematici. Sul sito – che premette di voler ospitare un dibattito ambientale senza barriere ideologiche – cittadini, aziende e amministrazioni locali possono scambiarsi idee, competenze, soluzioni tecnologiche, formazione, lavoro e prodotti alimentari. Tutto all’insegna della equo-sostenibilità: dal cibo ai trasporti e fino all’edilizia pubblica e residenziale.

La spesa che non pesa >  Inutile girarci intorno: applicare la filiera corta significa escludere la distribuzione. Un settore che però non sta a guardare e inizia a utilizzare il canale Internet per la vendita delle merci. È il caso, ad esempio, di Unicoop Tirreno, che insieme al proprio portale ha rinnovato anche il servizio di spesa on line.

MercatidelContadino.it > Acquisti a km 0, una filosofia di vita e di commercio che il sito interpreta così: “Mercati senza mercanti, dove i piccoli agricoltori vendono su scala locale prodotti coltivati secondo le tecniche biologiche e nel rispetto della stagionalità”. Di più: “Il mercato visto come luogo di convivialità, dove è possibile fermarsi, parlare, consumare un pasto e un bicchiere di vino in compagnia, dove fare la spesa non è più solo un atto ‘funzionale’ e alienante, ma un tempo riconquistato al piacere e alla socialità”.

Fondazione Campagna Amica > Anche qui si propone un discorso a tutto tondo, basato sugli interessi comuni di consumatori, cittadini e produttori agricoli, che va oltre il semplice acquisto. Spazia, invece, dal turismo rurale all’energia rinnovabile, passando per la promozione della cultura contadina e i suggerimenti per fare impresa in campagna. Da segnalare l’iniziativa “Compostiamoci Meglio”: una guida allo smaltimento domestico e naturale dei rifiuti solidi urbani (il cosiddetto “umido”).

Abbuydda.com e Equalway.org > Nati a ottobre e nuovi anche nell’impostazione sono due social marketplace che insieme alla ricerca della convenienza e della qualità mettono al centro le relazioni personali che si instaurano tra chi compra e chi vende. Social network, insomma, non più generalisti ma tematici, dove il dialogo non è fine a se stesso ma basato sulla condivisione di valori comuni: equità commerciale, rispetto dell’ambiente, produzione naturale e consumo responsabile.

Burocrazia a km 0 > Sul sito www.ermesagricoltura.it, voluto dall’assessorato all’agricoltura della regione Emilia-Romagna, le aziende agricole possono richiedere i contributi previsti dalle leggi europee e nazionali, presentare la domanda per il carburante a prezzo agevolato, ottenere l’autorizzazione per lo spandimento di liquami zootecnici, modificare il proprio piano colturale biologico o sceglierlo come tipo di coltivazione. Mentre le aziende floro-vivaistiche possono presentare la dichiarazione di produzione.

iVegan.it > Seitan, tofu, tempeh, muscolo di grano, pasta, cereali, dolci, conserve, olio, cosmesi naturale, accessori e abbigliamento. C’è questo ed altro ancora nel catologo on line dedicato ai “vegani”, ovvero quelli che hanno abbracciato la filosofia alimentare basata sull’esclusione di qualsiasi alimento di derivazione animale, compresi uova e latticini. Il sito ha oltre 500 iscritti ed effettua consegne a casa e spedizioni in refrigerato.

Borsabio.it > Presentato a Roma a fine ottobre il portale è promosso da Amab (Associazione Mediterranea per l’Agricoltura Biologica) in collaborazione con Aiab (Associazione italiana per l’Agricoltura Biologica), Consorzio Gusti del Lazio e Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali. Borsabio aggrega e rappresenta una grossa fetta della produzione biologica italiana favorendo l’incontro tra le aziende, che potranno condurre transazioni economiche, accorciando la filiera.

L’uovo svizzero > L’azienda svizzera Migros ha introdotto la tracciabilità attraverso Internet delle uova prodotto nel Paese elvetico. Digitando il codice stampato sull’uovo nella pagina web www.migros.ch/uova il cliente può conoscere la fattoria di provenienza del prodotto e il tipo di allevamento delle galline.

Confagricoltura Web Tv > Realizzata grazie alla piattaforma InStream è la prima web tv italiana interamente dedicato all’agricoltura. Oltre che per favorire la vita associativa della Confederazione la Tv punta, anche in via interattiva, ad offrire al pubblico il meglio dell’agricoltura italiana.

Nota iconografica. La pera della fotografia è in realtà un portafortuna legato alla tradizione del buddhismo cinese. Esistono infatti delle gabbie di ferro da chiudere intorno al frutto immaturo usate per quadrare i meloni. Ma c’è anche chi si cimenta con l’arte sacra.

Saro