Kiva: quando l’unione fa la forza, online

kivaaMatt e Jessica Flannery avevano meno di 30 anni quando decisero di fondare la prima piattaforma di microcredito online al mondo. L’idea arrivò dopo un viaggio in Africa nel 2004, durante il quale notarono la dipendenza delle associazioni di microcredito dalle banche e gli alti tassi di interesse che gli aspiranti imprenditori dovevano pagare per estinguere il prestito. Rientrati negli Stati Uniti fondarono l’organizzazione Kiva, creando un sito per mettere in contatto finanziatori privati dei paesi industrializzati con piccoli imprenditori nei paesi in via di sviluppo.

‘Kiva’ nella lingua africana Swahili significa unità o intesa ed evidenzia l’importanza di fare network, dove l’unione fa la forza. Come funziona? I partner locali attivi nei paesi in via di sviluppo raccolgono segnalazioni, foto e storie di piccoli imprenditori interessati a sviluppare o a migliorare la loro attività. Sul sito di Kiva viene creato un profilo per ogni imprenditore, che condivide il suo progetto con la comunità online e chiede un microcredito.

A questo punto scatta “la rete solidale”: utenti da tutto il mondo possono consultare i profili e scegliere se e a chi erogare un prestito (minimo 25 dollari) tramite carta di credito o Paypal, sapendo già entro quando riceveranno indietro la somma prestata. In genere, i prestiti vengono ripagati senza interessi entro 20 mesi: l’utente finanziatore può decidere se ri-accreditare i soldi nel proprio conto, se re-investirli su altri micro-imprenditori, o se donare i fondi all’organizzazione per coprire le spese operative. Una volta erogato il finanziamento, gli utenti possono seguire l’evoluzione del progetto che ha sostenuto, incluso lo stato di restituzione delle somme versate.

Grazie a Kiva, Susan Omozusi, nigeriana di 45 anni e mamma di 6 bambini, un giorno potrà aprire e gestire un supermercato. Per ora vende generi alimentari su una bancarella e grazie al prestito di 475 dollari già erogatole sta aumentando la varietà di prodotti da offrire ai clienti. Pur avendo 10 mesi di tempo, Susan ha ripagato il 75% del prestito dopo 6 mesi e ringrazia online i suoi finanziatori. Ramòn del Valle, invece, con 475 dollari è riuscito ad aprire un ristorante in Ecuador, Rashid Kobilov vorrebbe sistemare la sua piccola fattoria in Tajikistan, e Leandra con i suoi 65 anni e un prestito di 250 dollari sta investendo in un negozio di frutta e verdura in Perù.

Il fatto che Kiva lavori con i prestiti, e non le donazioni, consolida il senso di responsabilità dei micro-imprenditori. Inoltre, incoraggia le relazioni di partnership basate sulla dignità tra benefattore e beneficiato e promuove la trasparenza tramite il sito che facilita il flusso della comunicazione a livello mondiale. I risultati parlano da soli: ad oggi 391.027 imprenditori hanno ricevuto un prestito tramite Kiva e il tasso di recupero è un ammirevole 98,79%. Questo dimostra che anche chi è in grande difficoltà, se motivato e con l’opportunità di mettere in pratica le proprie capacità può ottenere ottimi risultati.

La combinazione tra microfinanza e Internet è un potente strumento per la creazione di una comunità globale, connessa tramite il “social lending” (prestito solidale).

Raffaella