Mamme blogger, sull’orlo di una crisi

Le mamme blogger scrivono la sera tardi, quando i bambini sono a letto o la mattina presto, prima che si svegli la truppa familiare. Hanno aperto un blog per uscire dalla solitudine del post parto, lasciare un ricordo ai propri figli e esercitare la propria passione per la scrittura.

Le mamme sono da sempre un segmento di mercato interessante: filtrano le informazioni, le condividono, le commentano e le trasmettono già da prima della nascita di Internet. Lo fanno da sempre all’uscita dell’asilo, mentre aspettano i propri bambini. Ma chi sono, e quante, le mamme blogger d’Italia? E perché aprono un blog?

A queste domande ha tentato di rispondere una ricerca, presentata alla Bocconi di Milano, sullo stato dell’arte dei blog tematici dedicati alla maternità e alla cura dei figli in Italia. Partendo da 250 blog e 20 interviste da cui sono stati tratti i primi risultati, Fattore Mamma e Ask hanno indagato per alcuni mesi il fenomeno.

Un primo dato è emerso: se negli Stati Uniti le mamme blogger sono una vera potenza commerciale, e spostano consistenti fette di mercato grazie al loro ruolo di opinion leaders, in Italia siamo ancora agli albori di un fenomeno destinato a consolidarsi.

Il blog è percepito come “una stanza tutta per se”, il momento della giornata in cui fare il punto di quello che è accaduto, delle scelte educative, dell’inadeguatezza dell’essere genitori o per confrontarsi con altre persone nella medesima situazione.

A volte il blog può diventare una terapia di gruppo e da rapporti virtuali possono nascere anche amicizie reali. Altre volte è stato aperto per caso: da un gesto fatto per cercare un confronto momentaneo sono nati progetti ad ampio respiro. Che hanno fatte diventare alcune mamme parte di una Rete che si sta via via consolidando.

Lati negativi? Le intervistate dicono di no, anzi bloggare è terapeutico e serve a convalidare il proprio mondo, a cercare un confronto che spesso la vita reale nega durante i primi mesi dopo la nascita di un bambino.

Le mamme blogger d’Italia hanno prevalentemente tra i 28 e i 35 anni, vivono al Nord d’Italia (ma ci sono anche dei bellissimi esempi di mamme italiane all’estero come MammaAmsterdam e Slimmingdown), non danno molte informazioni sulla propria condizione lavorativa, sono delle grafomani e vengono anche molto commentate.

Ma quante sono le mamme blogger? La stima di Fattore Mamma è che i blog di mamme siano 3.000, quelli più attivi, sono la metà, 1.500. I dati americani sono di tutt’altra entità: tra i 100mila e i 500mila quelli stimati, ma difficili da trovare sui motori di ricerca. È per questo che Fattore Mamma ha pensato ad un aggregatore di blog, Mammacheblog.com, per ovviare a problemi come questo. Il vantaggio del sito è quello dunque di fornire una finestra a chi desideri approcciare il mondo dei blog delle mamme.

Un universo fatto di nottate insonni, biberon, pannolini e altri fatti e misfatti della quotidianità di una mamma. È il caso di Alessandra, che nel suo blog (“Sullorlodunacrisidinervi”) si firma Raperonzolo e suggerisce di visitare altri “paradisi” del genere, ovvero siti dai nomi inequivocabili come “Gravidanzaonline” o “Ilmiobaby.com”.

Ma Alessandra non sembra però soffrire di solitudine. Insieme a lei “combattono” altre mamme collegate tra loro. Basta ciccare “Non solo mamma”, oppure “Mamme pestifere”. E non perdetevi “Mai più senza rossetto” e l’ironico blog “Mamme rassegnate”.

Alessandro