Facebook Graph Search, istruzioni per l’uso

Rendere il mondo più aperto e connesso. Con questo obiettivo lo scorso 15 gennaio Facebook annuncia dal blog ufficiale il lancio della Graph Search, una nuova modalità di ricerca, al momento disponibile solo in beta per la versione english. A oggi per “testare” la Graph Search bisogna mettersi in lista d’attesa, dalla pagina https://www.facebook.com/about/graphsearch.
Nel corso dell’ultima edizione del Be-Wizard, a cui Cultur-e ha partecipato, sono stati illustrati alcuni possibili utilizzi della Graph Search sia da parte del semplice utente che di un’azienda. Merito anche di Daniele Ghidoli, fondatore della digital agency Bigthink e specializzato in marketing su Facebook e applicazioni social, che ha dedicato al tema il suo intervento del Be-Wizard.

Facebook Graph Search: che cos’è

La Graph Search può essere definita un motore di ricerca “social”, che consente di estrapolare da Facebook una serie di informazioni da condividere con gli altri contatti del nostro network.
Alla base di tutto c’è il concetto di Social Graph, definito nel 2007 da Dave Morin, esperto internazionale di social network, “the network of connections that exist through which people communicate and share information”, ossia un network di connessioni che le persone usano per comunicare e condividere informazioni.
Quali sono le differenze tra la Graph Search e la ricerca web, accessibile oggi dal nostro profilo Facebook?
Una delle prime novità introdotte dalla Graph Search è a livello grafico, con una barra di ricerca più ampia rispetto a quella “tradizionale”. Una volta impostata la ricerca, non si ottiene solo un elenco di risultati, ma una pagina che ha come titolo le parole digitate nel campo search. Titolo che può anche essere modificato dall’utente.
Una seconda differenza riguarda proprio la ricerca: se nella barra che utilizziamo oggi sono digitate una parola o una serie di parole chiave (ad esempio, citando il blog di Facebook, “hip hop”), con la Graph Search è possibile inserire intere frasi, che danno vita a query ben più specifiche (ad esempio, “i miei amici di New York che amano Jay-Z”).
Da qui il discorso della tutela delle informazioni personali: la Graph Search permette di trovare solo ciò che è già visibile, cioè i contenuti per i quali la privacy è impostata su “pubblico”.

Modalità di ricerca

La versione attualmente disponibile della Graph Search si concentra su quattro aree principali di ricerca:

  • Persone (es.: “tutti i fidanzati dei miei amici”).
  • Foto (es.: “foto dei miei amici scattate a New York”).
  • Luoghi (es.: “attrazioni turistiche in Italia visitate dai miei amici”).
  • Interessi (es.: “amici con i miei stessi interessi”).

La ricerca, come già detto, trova solo contenuti pubblici. Dal registro attività del nostro profilo Facebook è possibile impostare la privacy di informazioni personali e foto, per stabilire cosa rendere pubblico e, quindi, cosa può essere visualizzato tra i risultati della Graph Search.
La funzionalità non è valida al momento per ricerche all’interno di commenti, post e link esterni. Graph Search, inoltre, non è ancora disponibile per mobile.


Graph Search
per il business

Anche il mondo delle aziende ha molto da imparare dalla Graph Search. Uno strumento che può essere utilizzato in chiave business almeno per compiere quattro attività diverse:

  • Effettuare ricerche di mercato (è possibile chiedere, ad esempio “che tipo di musica ascoltano le ragazze tra i 18 e i 22 anni”).
  • Conoscere i propri fan (nel caso di marchi, posso visualizzare gli utenti che hanno cliccato “mi piace” sul nome del brand).
  • Conoscere i propri concorrenti (es: se si fa una ricerca tre le persone a cui piace “Coca-cola”, posso verificare se i clienti di Coca-cola bevono anche altre bibite).
  • Svolgere attività di recruiting (è possibile digitare, ad esempio, “programmatori al di sotto dei 30 anni che vivono a Milano”, nel caso in cui un’azienda sia alla ricerca di un profilo di questo tipo).

Un discorso simile vale per le aziende turistiche, che possono imparare la cosiddetta Graph Search Optimization, per ottenere maggiore visibilità in Rete. Chi opera nel settore, deve fare attenzione soprattutto a:

  • Aggiornare le informazioni relative alla propria struttura turistica.
  • Sceglierne con cura la tipologia (ad esempio, meglio “ristorante cinese” di “ristorante”).
  • Curare la foto profilo e renderla visibile nella ricerca.
  • Utilizzare spesso foto e video.
  • Incoraggiare i check-in nella propria struttura.
  • Incentivare il rating.
  • Puntare sugli sponsored results (contenuti sponsorizzati, visualizzati in cima ai risultati delle ricerche effettuate su Facebook).

La Graph Search rende sicuramente disponibile un numero maggiore di informazioni già presenti in Rete, ma in passato più “nascoste”. Le aziende possono imparare a utilizzare al meglio questa nuova funzionalità per guadagnare visibilità e, di conseguenza, puntare ad accrescere il proprio business.

Chiara