Personal Branding per far crescere il tuo valore

personal-branding_300x200È sempre più evidente il fatto che i social media stanno cambiando il business. Confrontandomi di recente con professionisti esperti di comunicazione, si era d’accordo che – mai come adesso – un Brand è molto influenzato non tanto dalla pubblicità a pagamento, ma da ciò che le persone dicono in Rete su quella marca o quel tale personaggio.

Per analogia, il Personal Branding di ognuno di noi risulta, di fatto, condizionato da cosa il pubblico dice di noi stessi sul web. Stressando il concetto, non è tanto ciò che dici a definire il tuo Brand personale, ma quello che condividi, le conversazioni a cui partecipi e la capacità di mantenere la promessa di valore che sostieni. Di fatto è il pubblico stesso a confermare l’immagine mentale che hai del tuo Brand.

Tutto ciò può sembrare strano a chi conosce poco alcuni fondamenti della comunicazione. Partendo da uno dei principali assiomi, sappiamo come le parole (verbale) influiscano solo per un 7% sull’efficacia della comunicazione interpersonale. Sono gli altri due elementi – il paraverbale (tutto ciò che riguarda la voce: tono, volume, pause, ritmo) e il non verbale (atteggiamento, sguardo, gesticolazione, prossemica) a influenzare il valore della comunicazione, rispettivamente al 38% e al 55%.

Occupandoci di contenuti sul web, spesso ci siamo chiesti come fare – attraverso la scrittura – a far passare verso il pubblico i due elementi (paraverbale e non verbale) che rappresentano il 93% del successo in uno scambio di idee, informazioni o contenuto. In sintesi, la domanda è: come si fa a dare forza al proprio messaggio scritto, sapendo che il modo di gesticolare o il tono della voce non passano attraverso la pagina di un libro o il testo di un’email?

In realtà queste informazioni passano. E per questo che entra in gioco il Personal Branding, la nostra presenza in Rete. Chiunque di noi infatti abbia un blog o un sito personale, saprà che i lettori/utenti/clienti navigano i nostri contenuti su internet e percepiscono la globalità della nostra presenza in Rete.

In che modo? Diciamo che si saranno fatti un’idea di noi attraverso il modo che abbiamo di proporci e di muoverci attraverso il nostro blog, i profili social, le newsletter, i video e audio.

Avranno quindi incamerato degli elementi non verbali (come ti muovi nei vari punti della Rete, che distanza mantieni rispetto a una serie di eventi) e paraverbali (che tono usi nel commentare, nel proporti, nel gestire un’obiezione, nel promuovere un’idea o un servizio).

Elementi che formano un sub-strato sul quale lui appoggerà il contenuto verbale (le tue parole, i tuoi concetti e ragionamenti) che di volta in volta gli proporrai. In conclusione, la nostra presenza in Rete si legge, si vede, si intuisce, si percepisce, si calibra a seconda di quali e quanti “movimenti” abbiamo fatto attraverso il web.

Alessandro