Stickers addio. Calamite… all’attacco!

Le campagne di stickering sono da sempre considerate una delle soluzioni più economiche per ottenere brand awareness in modo intensivo e capillare. Una strategia che ha portato a un inaspettato e clamoroso successo numerosi marchi, come A-Style, oggi brand leader dell’abbigliamento, nato proprio da un adesivo fortemente “equivoco” che ha spopolato a lungo in ogni angolo delle città italiane ed europee.

Negli ultimi tempi, però, il numero di adesivi che tappezzano le strade è aumentato in maniera notevole, a causa dell’utilizzo massiccio che ne fanno aziende, attivisti e artisti. Muri, lampioni, vetrine, autobus e metropolitane ne sono invasi. In un simile contesto di sovraffollamento ed omologazione, raggiungere la massa critica per ottenere la visibilità desiderata diventa un obiettivo sempre più complesso, rispetto al quale entrano in gioco numerose variabili.

Una delle più importanti, relative alle visibilità dello sticker, è senza dubbio la permanenza, ossia la resistenza fisica dell’adesivo al difficile contesto urbano. Agenti atmosferici, smog e nuove affissioni sono pericoli sempre incombenti. Per non parlare della difficoltà di rimozione degli adesivi vecchi, che ha portato più di un’amministrazione comunale ad avversare questa pratica di marketing, stabilendo sanzioni pecuniarie per chi “imbratta” gli spazi urbani.

 
Qualcuno, però, ha lanciato un’idea che potrebbe risolvere definitivamente i problemi legati all’uso degli stickers: utilizzare calamite anziché adesivi. Il meccanismo è semplice come… attaccare un bottone: trasformare una normale calamita in un vero e proprio mezzo di comunicazione “d’attacco”, che veicoli ogni tipo di messaggio, esattamente come fanno web, stampa, tv, direct mailing e adesivi, con l’ulteriore vantaggio di essere rimovibili e quindi ricollocabili all’infinito. A differenza dei loro “appiccicosi” antenati, le calamite si possono staccare e riattaccare ovunque con facilità, e al pari di piccole zecche, possono “aggrapparsi” alle persone e farsi portare a spasso per la città, infilarsi nelle case, trovare posto su frigoriferi e bacheche, garantendosi in ciclo vitale più lungo e diversificato.

Gli elementi della guerrilla ci sono tutti: originalità,  bassi costi e  fantasia, che abbinati a una buona dose di marketing applicato possono trasformarsi in armi di comunicazione originali, innovativi e distintivi. E soprattutto efficaci.

E già nascono aziende e siti web pronti a trasformare in realtà questo nuovo strumento comunicativo, puntando non solo sui vantaggi strettamente pubblicitari, ma anche su aspetti legati alla pulizia urbana e alla sensibilità ecologica.

Non resta che tenere gli occhi aperti e vedere se questa evoluzione dello stickering prenderà effettivamente piede nelle nostre città e se i creativi della comunicazione sapranno sfruttare questo input. Nel frattempo, fate spazio sul frigorifero di casa.

Luana