Classifica Viral Video commerciali. I casi di maggiore successo.

viral-videosCome da tradizione, You Tube ha stilato la classifica dei video più visti nello scorso anno solare.  Il 2011 si è configurato come l’anno dei record: un trilione di visualizzazioni totali dalla sua nascita. Come se ogni persona vivente sulla terra avesse visto in media 140 video durante l’anno.

Per stilare questa Top Ten sono stati considerati il numero di visualizzazioni globali per ciascun video e, in alcuni casi, sono stati sommati il numero di visualizzazioni delle diverse versioni dello stesso filmato. E tra videoclip musicali, danzatori dilettanti, cantanti in erba e bambini prodigio, emergono loro: gli spot pubblicitari. Difficile da credere ma è così.

La tendenza delle aziende, negli ultimi anni, è stata quella di indirizzarsi verso comunicazioni pubblicitarie maggiormente attrattive, più virali, se vogliamo utilizzare il termine giusto. Ma per quanto le agenzie di comunicazione cerchino di studiare e progettare spot commerciali o istituzionali che producano viralità, non sempre ciò accade. Perché? La viralità è strettamente collegata con l’emotività, un sentimento incontrollabile che difficilmente può essere previsto e studiato a tavolino.

Ciò che conta è riuscire ad innescare il processo di condivisione e questa Top Ten mostra alcuni esempi che hanno onorato le aspettative. Segnaliamo al primo posto un video pubblicitario di una nota casa automobilistica, la Volkswagen: protagonista è il piccolo Darth Vader, il cattivo di Star Wars, affranto per la perdita dei suoi poteri magici. Il risultato è di  51.617.738 visualizzazioni e 4.713.179 condivisioni sulle piattaforme di social network (fonte mashable.com al 9/12/2011).
La seconda posizione se l’aggiudica lo spot della compagnia telefonica britannica T-Mobile UK che fa la parodia della cerimonia più attesa dell’anno, il matrimonio di William & Kate, con 25.762.407 visualizzazioni e 1.733.419 condivisioni sulle piattaforme di social network (fonte mashable.com al 9/12/2011 ). Leggerezza, ironia e simpatia caratterizzano entrambi i video. Ma nel caso del viral della Wolkswagen è soprattutto la tenerezza a prendere il sopravvento. Forse proprio questo elemento ne ha sollecitato l’altissima condivisione.

Per analizzare l’evoluzione della comunicazione virale di video commerciali nel 2012 occorrerà aspettare la fine dell’anno, anche se i primi dati che seguono la fine del Super Bowl (l’evento di football più atteso e seguito dell’anno con circa 111.3 millioni di telespettaori [Reuters]; nell’edizione del 5 febbraio scorso sono stati proiettati circa 60 spot commerciali, configurandosi così come un’ottima vetrina per l’advertising ), confermano ancora una volta gli spot promozionali delle case automobilistiche i più visualizzati e condivisi.

Tra questi: Audi 2012 Game Day Commercial – Vampire Party dove l’Audi punta ad attirare l’attenzione sui potenti fari delle vetture e per fare ciò si presenta ad una festa di vampiri. Conta attualmente 7.108.670 visualizzazioni e 98.600 condivisioni sulla piattaforma Facebook (dati Share Count Api Facebook 2/03/2012). E lo spot presentato da Volkswagen, The Dog Strikes Back: 2012 Volkswagen Game Day Commercial. Riprendendo la pubblicità dell’anno prima, rende protagonista il cane di famiglia, che un po’ ingrassato decide di mettersi a dieta per ritornare a gareggiare in velocità; ad oggi conta 13.636.750 visualizzazioni e 239.200 condivisioni (dati Share Count Api Facebook 2/03/2012).

La sfida è aperta. Aziende, enti e istituzioni cercheranno di coinvolgerci con i loro video: in campo, non solo spot commerciali ma anche di utilità sociale, che per primi hanno l’esigenza di fare leva sull’emotività per sensibilizzare l’opinione pubblica su problematiche di carattere morale e civile.

La capacità di creare viralità dipenderà anche dal sentiment che il video riuscirà a generare, sia prima, nel momento di attesa della messa in onda – nel caso di eventi come il Super Bowl – sia durante la visione, che dopo, quando spingerà l’utente a partecipare alle conversazioni online e quindi a condividerlo sulla propria rete di amicizie.

Spazio, dunque, ai nuovi laboratori di comunicazione virale, alle idee e ai valori positivi capaci di suscitare emozioni:  solo queste ultime riescono a dar vita a forme pubblicitarie che, discostandosi dall’obiettivo della mera fruizione passiva, generano esperienza e partecipazione.

Serena Prudenzano