Coin e Telecom: piazze virtuali e microblogging

culturCoin sceglie Foursquare, Telecom preferisce Twitter. Sempre più aziende italiane utilizzano il Web 2.0 per promuovere il proprio brand e creare operazioni di marketing. Il famoso department store dell’abbigliamento si affida al social network che sfrutta il fenomeno del geo-tagging, incoraggiato dal fatto che in soli 4 mesi, da marzo a luglio, Foursquare è passato da 500 a più di due milioni di utenti attivi nel mondo. Creato da due ragazzi americani, Dennis Crowley e Naveen Selvadurai, questa nuova realtà 2.0 è molto semplice da utilizzare e rispecchia le nuove esigenze di business e di socializzazione. Basta installare il software sul cellulare, recarsi in un negozio, un bar o un ristorante e commentare il locale su Foursquare. In questo modo l’utente può creare una mappa personale dei luoghi preferiti e condividerne le informazioni con gli amici o altri utenti del network. È possibile scrivere recensioni, consigliare di fare acquisti in un negozio o al contrario di tenersene alla larga.

E non solo. Le persone che registrano molti ingressi (effettuano più check-in) in un determinato locale ricevono un riconoscimento virtuale che appare su Foursquare e che serve a identificarli come clienti fedeli. C’è persino la possibilità per l’utente di diventare “sindaco” del proprio luogo preferito, in base alle volte in cui ha fatto il check-in. Perderà la nomina solo quando un altro utente effettua un numero maggiore di ingressi. La Coin, seguendo l’esempio di aziende americane, ha deciso di regalare la CoinCard Easy a chi, tramite foursquare diventa Mayor (sindaco) di uno dei punti vendita del Gruppo a Milano. Così può capitare, come racconta Roberto Venturini nel suo blog, che è stato proprio il social network a “spingerlo” a fare acquisti alla Coin.

Telecom in 140 caratteri
L’azienda telefonica, invece utilizza Twitter per dare più vigore al proprio servizio di customer care. Telecom ha annunciato ai primi di settembre il “twitter team”, composto da sei ragazzi che rispondono in 140 caratteri alle questioni poste dagli utenti di telefonia mobile e fissa.

Così, molti clienti Telecom si stanno rivolgendo al twitter team, segnalando il proprio problema. Spesso l’account risolve attraverso un “dialogo privato” con l’utente attraverso il direct message.  Altre volte invece, per questioni più semplici, la conversazione è pubblica e sempre rintracciabile nella community del microblogging tramite un link che rimanda alla problematica iniziale. In questo modo chiunque può capire di cosa si sta parlando e seguirne l’evoluzione.

E non solo. Il canale, oltre a rispondere alle esigenze dei clienti, è utilizzato in modo “attivo”, per monitorare le opinioni più significative espresse dai clienti sul social media. Basta infatti inserire nel campo di ricerca la parola #tim o #telecom per scoprire come gli utenti di twitter parlano dell’azienda e nel caso di criticità, porre rimedio utilizzando lo stesso canale.

Marta