Do you Livemocha? – Imparare una lingua… 2.0

Kiki ha 26 anni, madrelingua italiana. Sta chattando con Ma Xiao Woi, di origine cinese. Kiki scrive in inglese, Ma Xiao Woi in un italiano incerto, ma comprensibile. Sotto la finestra della chat lampeggiano le icone degli altri amici. Sono 56 ed hanno tutti la stessa caratteristica: non sono italiani. Nel frattempo, arriva una mail: “Congratulations! You’re 25% of the way through Lesson 1” (“Complimenti! Hai completato il 25% della lezione n°1” ) e anche un avviso “20dipolente left a comment on your exercise submission” (“20dipolente ha commentato il tuo esercizio”).

Kiki è un utente di LiveMocha, il primo social network nato appositamente per imparare le lingue. Si tratta di un sistema molto articolato, ma piuttosto intuitivo, che integra un metodo di didattica tradizionale con tutti gli strumenti del Web 2.0.

L’apprendimento della lingua è organizzato in corsi di differenti livelli, costituiti da lezioni che prevedono esercitazioni di ascolto, lettura, scrittura e una sezione dedicata alla pronuncia. Quest’ultima risulta particolarmente interessante, perché l’utente è invitato a leggere un brano, registrare la propria voce e riascoltarsi, per poi spedire il suo esercizio e farlo valutare dagli altri iscritti al network. Inizia qui l’interazione all’interno della comunità LiveMocha.

Com’è nella natura di ogni social network, questo sistema fa della condivisione della conoscenza la sua forza. È così che l’utente madrelingua può offrirsi di correggere le esercitazioni di chi vuole imparare, per esser poi ripagato con ugual moneta. Non solo: LiveMocha sfrutta la sua rete di iscritti per fornire un’effettiva esperienza pratica della lingua. Scambi di mail, ma soprattutto chat e videochiamate animano il network, moltiplicando gli stimoli di apprendimento. Attraverso un motore di ricerca interno, si può selezionare una persona da invitare in chat, scegliendo fra diversi livelli di conversazione.

La finestra che si apre fornisce le indicazioni di base sull’utente che è stato scelto: la lingua madre, quella che sta imparando attraverso il social network e il livello di apprendimento che ha raggiunto. Una volta che la richiesta di contatto è stata accettata, può avere inizio la conversazione. Sulla destra compaiono alcuni servizi per rendere più agevoli gli scambi. Viene fornita una “virtual keyboard” per offrire agli utenti la possibilità di utilizzare caratteri stranieri, un traduttore istantaneo e a una serie di frasi da usare in situazioni standard.

Al fine di monitorare i progressi nell’apprendimento delle lingue, ogni esercitazione viene tracciata e l’utente riceve una mail con un report sul livello raggiunto. Il sistema, inoltre, assegna a ogni menbro della comunità un certo numero di “Mocha point”, in base al suo ruolo nella creazione di un’efficiente e fitta rete di tutoring. Medaglie color bronzo, argento e oro vengono “appuntate” sui profili dei più meritevoli e solidali.

Al momento sono disponibili corsi per 12 lingue (si parte dai più diffusi, inglese, francese e spagnolo, per arrivare al cinese e all’hindi) ma il network ospita utenti di tutto il mondo, rendendo comunque possibile l’approccio a culture e idiomi diversi, anche senza il supporto di una didattica strutturata.