Facebook, le mille e una ricerca

Nella storia della Rete, ma anche in quella della società degli ultimi anni, Facebook può essere considerato una sorta di spartiacque. Da quando è nato, o meglio da quando si è diffuso, tutte le relazioni, le notizie, i fenomeni culturali e non passano per il social network di Zuckerberg.
Inutile dire che sia diventato oggetto di ricerche, sondaggi e analisi di vario genere, che spaziano su diversi ambiti.

Quello dei sentimenti e degli stati d’animo è sicuramente uno dei più esplorati: una recente analisi afferma che gli aggiornamenti di stato sul social network sarebbero uno specchio del nostro livello di depressione. Soprattutto tra i giovani: un’indagine effettuata dall’università di Washington su 200 studenti iscritti a Facebook e altre reti sociali ha rilevato che un aggiornamento su tre mette in evidenza sintomi collegabili alla depressione. Frasi tristi, status che esprimono angoscia, link a notizie di cronaca sarebbero i sintomi del malessere. Per questo, è fondamentale che genitori e amici leggano con attenzione quanto pubblicato su Facebook per aiutare eventualmente i ragazzi in difficoltà.
Ma se in alcuni casi “postare” su Facebook è un modo per esprimere un disagio, in altri potrebbe essere fonte di gratificazione e piacere, paragonabili a quelli provocati dal sesso. Lo affermano due neuroscienziati dell’università di Harvard: ogni utente dedica a se stesso l’80% dei discorsi fatti sul social network, una percentuale nettamente superiore rispetto alla vita “reale” (dove la percentuale è del 30-40%).
Per gli studiosi, condividere pensieri ed emozioni attiva la produzione di dopamina, neuro ormone rilasciato dal cervello, quando è sottoposto a stimoli che producono motivazione e ricompensa, come cibo, sesso, stupefacenti o…post su Facebook.
In generale, il social network più famoso al mondo farebbe bene anche all’umore: la ricerca, questa volta nazionale, condotta su 30 soggetti durante tre minuti di navigazione, rileva come Facebook ci renda più rilassati e soddisfatti, mettendoci di buonumore. Secondo lo studio, insomma, la presenza sulle reti sociali porta al benessere fisico e psicologico.

Inutile dire, poi, che quello che postiamo su Facebook contribuisce a creare la nostra immagine, rendendoci più o meno simpatici agli altri utenti. Un’ennesima ricerca, pubblicata da un’azienda leader in raccolta dati e consulenza marketing, ha individuato un elenco di “atteggiamenti” da evitare quando si interagisce sul social network. Tra questi: scrivere troppo di politica, utilizzare un linguaggio volgare, mostrarsi spesso tristi, pubblicare foto sexy o in situazioni equivoche.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Una cosa è certa: quando si cita la rete sociale più popolare al mondo si può dire tutto e il contrario di tutto.  Ma, ormai, non si può più fare a meno di parlarne. Probabilmente perché Facebook è parte della nostra vita: ognuno di noi ci passa mediamente circa 700 milioni di minuti al mese.

Chiara