Il futuro della comunicazione on line passa da Twitter

Cos’è Twitter? Molti lo chiamano micro-blogging. Altri social network. Ma la realtà di Twitter è molto più complessa, si evolve giorno dopo giorno in numerosi mash-up, condiziona l’evoluzione della comunicazione in Rete, sfuggendo ad una semplice definizione. Andiamo per ordine.

Tutto comincia nel 2006, con una web application che chiede ai propri utenti “Cosa stai facendo in questo momento?“. Migliaia di persone cominciano a raccontare la propria vita e a seguire quella degli altri, tutto con brevi messaggi di 140 caratteri. Twitter raccoglie i lifestream personali degli utenti, crea l’interconnessione tra followers, diventando un grande social network. Ed è per questo motivo che spesso viene citato in contrapposizione a Facebook, che dei social network, al momento, è il numero uno.

 A guardar bene, le differenze tra i due giganti della comunicazione in Rete sono maggiori delle loro affinità: non avrebbe senso altrimenti il tentativo di Mark Zuckerberg e soci di acquisire Twitter (che a livello di utenti ha numeri nettamente inferiori) se il servizio offerto fosse lo stesso. Né si potrebbe parlare di Twitter come l’anti-Facebook se non avesse delle caratteristiche differenti che lo rendono più leggero, immediato e soprattutto capace di adattarsi a molteplici utilizzi. Facebook è social network allo stato puro, un luogo per parlare di se stessi in prima persona. Da Twitter ha ripreso il modo di visualizzare i lifestream degli utenti, specialmente nel suo ultimo restyling, ma si fonda su un modello ben definito, quasi ingessato. Difficile che evolva in qualcosa di fortemente differente.

Al contrario Twitter è uno strumento multiuso, il coltellino svizzero dei social media. La sua mossa vincente è stata lasciare le API liberamente utilizzabili e permettere la nascita di moltissimi mash-up. Così Twitter può essere qualsiasi cosa: uno strumento di micro-blogging, un network per condividere foto, video e musica, un job-alert o addirittura una piattaforma e-commerce.

Quanto Twitter stia modificando le abitudini degli utenti in Rete, lo si evince dai numeri emersi nell’ultimo report di Technorati sullo Stato della Blogosfera. Sebbene il fenomeno blog, sia quantitativamente in crescita, il numero dei post generati nell’anno 2008 è inferiore a quello del 2007. Questo perché Technorati ha escluso dalla sua rilevazioni strumenti come Twitter e Tumblr, due mezzi di comunicazione che si affiancano al blogging classico. E non è un caso che Twitter sia il social media che ha registrato il più alto incremento di utenti (+600%) e di visitatori unici (+343%) dal 2007.

Resta ancora un’incognita, però, il modo in cui Twitter riuscirà a monetizzare la sua crescente popolarità. I tre soci-fondatori, Jack Dorsey, Evan Williams e Biz Stone non hanno ancora chiarito su quale modello di business si reggerà il futuro di Twitter. Finora è stato seguito il principio “accrescere la base utenti e pensare in seguito a far soldi”, valido per una start-up ma, davanti alle pressioni di altri big della Rete, sarà necessario prendere delle decisioni.

Quali gli scenari possibili? In questi giorni si parla molto degli account premium, pensati soprattutto per le aziende e gruppi di lavoro che potrebbero essere disposti a pagare a fronte di maggiori servizi. Evan Williams, co-fondatore di Twitter, ha già svelato i vari profili a pagamento che verranno lanciati.commercial bouncy castle for sale

Ancora più interessante, a mio avviso, la prospettiva per Twitter di inserirsi come competitor nel settore dei motori di ricerca, dove potrebbe dare molto fastidio a Google. In fondo, Twitter può essere considerato come un grande raccoglitore di idee e pensieri istantanei rilasciati dagli utenti nella grande Rete. E a differenza di Google, non archivia le notizie, le dà subito. Alcuni indizi rivelano la fondatezza di questa ipotesi. In primis la creazione da parte di Google di un account ufficiale su Twitter, nonché le voci di corridoio di un’offerta di acquisizione da parte della casa di Mountain View. Dalla scorsa estate, però, Twitter ha creato e sviluppato search.twitter.com, il suo motore di ricerca. Dopo aver respinto la corte di Facebook, potrebbe essere un ulteriore segnale della volontà di mantenere la propria indipendenza.

Stefano