Il social networking è sempre più mobile

I social network “tradizionali”, vale a dire web-based, non sono più una novità del mondo digitale. Come già analizzato in alcuni post precedenti, realtà come Facebook o Myspace sono in continua crescita, in Italia come nel resto del mondo.Birmingham

Quello che sta cambiando sempre più rapidamente è il modo in cui gli utenti fruiscono e accedono ai social network. La possibilità di aggiornare il proprio profilo in qualsiasi momento, sentirsi connessi sempre e ovunque con la propria rete di amicizie stanno determinando, infatti, uno spostamento dell’utenza verso il mobile social networking, ovvero l’utilizzo delle reti sociali attraverso il cellulare o altri dispositivi portatili.
Secondo un recente studio di ComScore sono più di 12 milioni le persone in Europa che accedono via telefonino ai social network. In Italia, secondo Nielsen, gli utenti di versioni mobile sono passati in un solo anno dal 4% al 14% soprattutto grazie a Facebook, scelto dall’80% di loro.

Always connected: è questo il vantaggio più evidente. Le funzioni, dopotutto, rimangono più o meno le stesse e generalmente comprendono il cosiddetto status update e il caricamento di foto e video. Le versioni mobile dei grandi competitor come Facebook e Orkut (soprattutto per il Sud America) adattano semplicemente la versione “tradizionale” alle dimensioni dei dispositivi portatili. Le potenzialità del social mobile networking, tuttavia, non si esauriscono qui. Il passo successivo, secondo molti, sarà interagire via cellulare con i propri amici non solo sapendo cosa fanno in quel momento ma anche conoscendo dove sono localizzati esattamente.

Un futuro che, in realtà, è già presente. I più recenti smartphone dotati di ricevitore GPS integrato, infatti, sono già pronti per ricevere Location Based Service (LBS), servizi basati sulla localizzazione satellitare. La combinazione tra social network e mappe in cui viene individuata, in tempo reale, sia la propria posizione che quella dei propri contatti, dei luoghi preferiti o delle persone che hanno gli stessi interessi o gusti, ha dato vita da diverso tempo a numerosi progetti 2.0. Loopt è stato il primo, nel 2006, a basarsi su questa tecnologia. Dopo sono arrivati Pelago, Moximity, BrightKite, GyPSii, Citysense, Whrrl, Plazes e tanti altri.

Realtà che ancora oggi possono essere considerate in fase beta, non tanto a livello tecnologico, quanto per lo scarso da parte degli utenti. Se molti criticano Facebook e Twitter perché troppo invasivi, figurarsi come l’opinione comune si pone nei confronti di social network che rivelano in tempo reale non solo cosa facciamo ma anche dove siamo. La questione della privacy, tuttavia, non è il solo ostacolo da superare. Una rete sociale è non si esaurisce nel segnalare a tutti la propria posizione: questa può, al massimo, essere una funzionalità integrata, ma non è sufficiente a garantirne il successo. Un sondaggio di Park Associates ha rivelato che gli intervistati riguardo le funzioni dei nuovi GPS phone, trovano più interessante la possibilità di ricevere informazioni geo-localizzate piuttosto che conoscere lo status e la localizzazione dei propri amici.

Per sopravvivere, la nuova generazione di social network avrà dunque bisogno del supporto di partner commerciali importanti. Alcuni si stanno già muovendo verso la direzione dei colossi delle telecomunicazioni. Loopt, per esempio, ha stretto accordi con Sprint e Verizone, due dei maggiori carrier telefonici americani, Plazes è stato acquisito da Nokia e GyPSii ha siglato una partnership con Samsung e Garmin. Per altri si apre la prospettiva di essere inglobati, come applicazioni, dentro social network maggiori: per esempio Latitude di Google, oppure Facebook e Myspace che hanno già in cantiere la loro versione location-based.

Nonostante queste incertezze, c’è chi ha previsto un futuro roseo per il Location-based mobile social networks: secondo un rapporto di ABI research questo mercato raggiungerà supererà i tre miliardi di dollari nel 2013. Una data non casuale visto che in quel periodo dovrebbero essere disponibili più sistemi satellitari ad affiancare lo statunitense GPS, ad esempio GLONASS (progetto russo) e Galileo, sistema di navigazione di produzione italiana.

Stefano