Quando i tag diventano ufficiali

tag_remPer promuovere in Rete qualsiasi tipo di evento è ormai inevitabile confrontarsi con le possibilità aperte dalle forme di produzione diretta di contenuti da parte del pubblico e dalla condivisione in tempo reale che l’adesione ai social network rende possibile. [su questo tema leggi anche il post L’energia creativa degli utenti]

Se però non si può prescindere dall’utilizzare quella che Tiziana Lombardi definisce l’energia creativa degli utenti su piattaforme come YouTube, Flickr o Facebook, quando si vuole promuovere un evento a cui gli utenti partecipano in prima persona è importante “guidare” in qualche modo la produzione di questi contenuti in modo da rendere possibile la loro associazione all’evento stesso.
Partecipare ad un concerto, ad esempio, significa non solo essere presente nel luogo e nel momento dello spettacolo, ma produrre comunicazione su questo e renderla visibile e, soprattutto, raccordata ad altra comunicazione prodotta sullo stesso fatto.

Se ciò che rende possibile questo raccordo è la logica del tag, diventa sempre più importante ragionare su una strategia di coordinamento sulle modalità di tagging, e in molti hanno fatto ricorso all’uso di quelli che sono generalmente definiti come “tag ufficialidi un evento.
Si tratta di parole chiave adottate spesso nell’ambito di eventi o conferenze in modo che i partecipanti associando a propri documenti, video, immagini questo tag rendono il proprio materiale facilmente individuabile dai motori di ricerca e, pertanto, facilmente condivisibile con gli altri partecipanti all’evento.

Parlare di “ufficialità” di tag potrebbe sembrare una contraddizione, dato che queste “etichette” del web 2.0 sono sempre state considerate come contributo “libero” da parte degli utenti alla etichettatura delle informazioni presenti sul Web per la creazione di folksonomy partecipate. Eppure si stanno diffondendo in maniera sempre più evidente dei sistemi di etichettatura che usano i tag proprio per dare ordine al disordine tipico dei sistemi Content User Generated.

Prendiamo ad esempio il gruppo rock statunitense dei R.E.M. che, seguendo le logiche pure delle culture partecipative, in un’ottica di convergenza fra produzione e consumo, hanno stimolato i propri fan a condividere i contenuti prodotti dal basso durante il loro tour mondiale.
Durante l’ultimo concerto di Torino, ad esempio, sui maxischermi dietro il palco sono comparse le scritte: Flickr & YouTube tag: remtorino e Blog & Twitter tag: #remtorino con cui la band ha invitato i fan a utilizzare l’attributo “remtorino” per etichettare i video, le immagini, i blog, i messaggi Twitter pubblicati sulle varie piattaforme UGC.

Un invito che ritorna anche sul sito ufficiale dei R.E.M., dove è stata aperta una sezione ad hoc dedicata a raccogliere i contenuti multimediali prodotti dai fan nelle varie date del tour e viene spiegato come taggare i video prodotti con i cellulari, le foto fatte e i messaggi scambiati via twitter:
    For example, for R.E.M.’s show in Berlin, Germany, you would do the following:
    In Flickr, tag your photos “remberlin”
    In Twitter, add “#remberlin” to your Tweets
    On YouTube, tag your video “remberlin”
    If you blog about the show, please add “#remberlin” to your blog entry.

Si tratta evidentemente di una intelligente apertura al cambiamento in atto relativo all’intreccio tra “essere fan” e UGC, ma anche di un uso efficace della logica delle folksonomy nell’aggregazione e classificazione di contenuti generati e diffusi in innumerevoli diversi punti della rete Web.

Elena Dalla Massara

Analista e digital strategist specializzata in cultura, comunicazione istituzionale e intercultura. Laureata in Filosofia teoretica, come giornalista pubblicista ha realizzato alcune inchieste in Albania, Afghanistan, Tajikistan, Sudan e Mongolia. In Cultur-e dal 2001, oggi coordina il team interno di Social Intelligence e realizza web reputation analysis e strategie di intervento per enti, imprese e top manager. Lingue: italiano, inglese e francese.