Social Web Radio

webradioQuanto tempo è passato dalla nascita delle prime radio libere? Quelle raccontate, per esempio, da Ligabue in “Radiofreccia” oppure da Marco Tullio Giordana ne “I cento passi”. Erano i tempi dell’analogico, delle frequenze clandestine e delle radio locali, il cui segnale si poteva ascoltare solo a pochi chilometri di distanza.

Negli anni Novanta, all’apice del successo delle radio commerciali, quale giovane adolescente non sognava di diventare deejay? Decidere la playlist di canzoni da trasmettere, parlare al microfono e magari interagire con gli spettatori che chiamavano in trasmissione: oggi Il web e la tecnologia dello streaming hanno trasformato questo sogno in realtà e lo hanno reso alla portata di tutti.

In principio erano le web radio, nate verso il 1995 ma che, anche per le infinite questioni  legate ai diritti d’autore, hanno iniziato a diffondersi solo dopo il 2000 (e in Italia con ancora più ritardo). Per creare una web radio non occorre molto: basta un buon PC, una normale scheda audio, un microfono e una cuffietta e un bel repertorio di musica in mp3. Il software necessario per iniziare a trasmettere, Shout Cast per esempio, si reperisce gratuitamente.

Nonostante questo, agli esordi erano in pochi a cimentarsi con il ruolo del deejay in trasmissioni fatte in casa. In Italia ricordiamo la nascita di Radio Nation nel 2002 e le trasmissioni dei blogger che interagivano con gli ascoltatori attraverso la rete IRC. A usufruire dei vantaggi del webcasting erano soprattutto le radio tradizionali trasferite in Rete, semplicemente perché queste avevano già un loro pubblico, un target a cui rivolgersi. Il singolo utente, invece, spesso si trovava a parlare a un uditorio molto ristretto, spesso fatto di pochi amici e conoscenti.

Alle prime web radio mancava l’aspetto social, una dimensione in cui gli utenti sono uniti tra loro dalle innumerevoli reti sociali a cui partecipano e attraverso cui pubblicano e condividono informazioni in pochi click. Attraverso Facebook , Youtube e la maggior parte dei social network oggi si ha la possibilità di entrare in contatto con milioni di persone e la notorietà può essere raggiunta semplicemente pubblicando contenuti interessanti, curando e aumentando ogni giorno la propria rete di contatti.

Se finora Youtube ha trasformato giovani sconosciuti in emergenti registi, Twitter potrebbe essere il trampolino di lancio per gli aspiranti deejay. Esistono già numerose applicazioni per condividere con i propri follower la musica che ascoltiamo.human sphere

Blip.fm è forse il servizio più utilizzato: consente agli utenti di postare un breve messaggio riferito ad una determinata canzone, di ascoltare musica in streaming, di ricercare e contattare persone che hanno gusti musicali simili ai nostri e invitare i propri amici. Il flusso di tweet musicali compone un infinita playlist di brani scelti da una libreria ampliabile dagli utenti stessi.

Ancora più interessante è Twitradio, il progetto di un team di sviluppatori brasiliani e disponibile, per adesso, solo in lingua portoghese. Si usa l’account Twitter per creare la pagina della web radio e si compone la propria playlist selezionando video musicali da Youtube. Interessante è la possibilità di interagire in una finestra apposita con il deejay per richiedere o dedicare una canzone in particolare (la versione 2.0 delle telefonate del pubblico) e anche la funzione di voto per la traccia che si vorrebbe far “ruotare” di più.

Parla italiano Spreaker, una nuova social web radio che mette a disposizione di tutti gli iscritti alla community gli strumenti di un vero deejay: console, mixer e una libreria aggiornabile con musica, jingle ed effetti sonori. Rispetto ai concorrenti, Spreaker non si basa sulla creazione di una propria radio, ma permette di essere autori di un singolo show che poi sarà inserito nei palinsesti delle radio del network. E non c’è solo musica, ma anche audio blog, newscast, entertainment, talk show e dirette sportive, mandate in onda live oppure in podcast.

Spreaker conta già 300.000 pagine viste e oltre 800 show creati dagli utenti. Segno che diventare deejay è ancora il sogno di molti…

Stefano

2 Comments

  1. Ciao Stefano, Io mi chiamo Oriella e sto organizzando per il 19 di Giugno a Milano un Camp sul tema della Musica. Ci piacerebbe molto che tu venissi a parlarci delle Webradio, se ti va. Il blog del MusiCamp è musicampmilano.blogspot.com e la nostra mail musicampmilano@yahoo.com Grazie dell’attenzione!

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