Video-sharing: da “Broadcast Yourself” a “Broadcast YourShelf”

“In futuro ognuno avrà i suoi cinque minuti di celebrità”, affermava Andy Warhol decenni prima della rivoluzione mass-mediatica, e l’incredibile successo di YouTube sembra aver confermato questa profezia nel più esemplare dei modi.

Non a caso lo slogan della nota piattaforma di video-sharing è “Broadcast Yourself”, chiaro invito agli utenti a dar sfogo al narcisismo, alla voglia di esserci e soprattutto di apparire, espandendo la propria persona ben oltre i naturali limiti fisici. Invadere il Web col proprio volto, mostrarsi al meglio e al peggio delle proprie possibilità è stato, e continua ad essere per milioni di ragazzini, un vero modus vivendi, al punto che buona parte dell’esistenza reale viene esperita in funzione di una successiva riproposizione sul Web. Per condividere spezzoni di vita, volti, personalità, fatti e sentimenti. Il minimo comun denominatore di questa impressionante mole di video è il desiderio dei protagonisti di affermare la propria presenza e segnalarsi alla comunità. 

Di pari passo all’inarrestabile successo del colosso acquistato da Google, grazie ad una maggiore comprensione degli strumenti messi a disposizione dalla Rete, si sta facendo strada negli utenti l’idea di una condivisione di contenuti più motivata, specialistica, basata sulla comunanza di interessi. Conoscenze, punti di vista, passioni, opinioni, hobby e persino credo religiosi sono alla base delle nuove piattaforme che giorno dopo giorno stanno conquistando la Rete e acquisendo nuovi utenti.

Persone motivate, entusiaste del Web2.0, trovano nel video-sharing lo strumento ideale per veicolare il sapere e il saper fare, per incontrare navigatori con gli stessi interessi e per costruire un patrimonio culturale collettivo sulla base delle “donazioni” di ogni singolo utente. “Broadcast YourShelf”, “Trasmetti Il tuo Scaffale”, potrebbe essere il motto di una nuova generazione di video-contribuenti, dove il desiderio di apparire si associa alla volontà di confrontarsi col prossimo sulla base di un bagaglio di conoscenze, capacità o informazioni da mettere sul piatto come moneta sonante. Uno scambio di video-valori, dove è la comunanza di interessi ad innescare il circolo virtuoso di condivisione.

Ecco allora spuntare un ricco panorama di piattaforme tematiche dagli argomenti più disparati: religione (IslamicTube, Godtube, Yideoz), cucina (Italian Food Net, Foodtube),
Sport (FootieTube), scienza (Foratv), cultura (Bigthink), automobili (Webridestv), scarpe (Shoetube), bidwatching (Birdcinema), fai da te (5minuts.com), decorazione (Askthedecorator), animazione (Aniboom), libri (Booktube, Nonleggere.it), trailer (The trailer mash), videogiochi (Kongregate), bambini (Filastrocchetv), cortometraggi (Cortoweb), viaggi (Travelistic), ambiente (ambiente.tv), architettura (Ultrafragola), moda (Pambianco TV), immersioni (Scubavideophoto) solo per citarne alcuni. Ma gli esempi sono innumerevoli e il fenomeno continua ad espandersi.

Ennesima dimostrazione che la Rete sa essere uno straordinario veicolo di conoscenza e che la via della partecipazione sarà sempre più l’unica percorribile sui sentieri del Web.

Luana