Oltre la crisi, Over The Top: nuovi scenari al IX Summit sull’Industria della Comunicazione

Industria_comunicazioneIn che modo il periodo di forte crisi e stagnazione economica, che l’Italia e l’Europa stanno tuttora attraversando, hanno coinvolto l’intera industria della comunicazione? Quali modelli di business si sono affermati e quali invece sono andati incontro alla disfatta? Come affrontare il futuro e con quali prospettive?

Sono queti i temi sui quali si è discusso lo scorso 2 febbraio al IX Summit sull’Industria della Comunicazione, consueto appuntamento organizzato dalla Fondazione Rosselli per presentare il 14° Rapporto IEM. Quest’ultimo si propone non solo di fornire dati sull’andamento del mercato e stime per gli anni successivi, ma anche di focalizzare l’attenzione sulle azioni da intraprendere nel futuro, indicando quattro possibili aree di intervento su cui attivare nuove soluzioni strategiche al fine di superare il periodo critico.
I dati mostrano come nel segmento temporale 2009-2010 i comparti dell’home video e della musica siano stati i più colpiti non solo dalla crisi, ma anche dalla concorrenza con il file sharing in rete (che mette in luce problematiche più ampie di copyright e pirateria), con perdite oltre il 40%; seguono editoria, directory, telecomunicazioni fisse, mobili e informatica. Al contrario, mostrano trend positivi la pubblicità online, il cinema, la radio e la televisione, che hanno conosciuto un incremento compreso fra il 4,1% e il 21,8%.
Le stime per il 2011 ribadiscono, ancora una volta, il ruolo di primo piano della pubblicità online che include il mobile advertising, comparto che in questo periodo è in forte crescita.

Nonostante le percentuali di incremento piuttosto positive, i dati che fanno riferimento al 2011 mostrano un deciso arretramento generale su tutti i segmenti dell’industria della comunicazione. Proprio per questo, la Fondazione Rosselli invita a intervenire sulle quattro aree di sviluppo individuate: upgrade infrastrutturale, formazione professionale, produzione di contenuti originali e politiche di salvaguardia della proprietà intellettuale.

Infine, una riflessione sul sistema degli Over The Top – OTT, definizione che include tutti quei fornitori di servizi sulla rete internet che sono soggetti terzi e indipendenti dai provider di connettività. Attualmente questi attori sono protagonisti della scena digitale negli USA; in Europa non hanno ancora conosciuto una fase di pieno sviluppo per via dei vincoli normativi che li relegano in un angolo. Gli OTT si possono riconoscere tra le seguenti macroaree: motori di ricerca, social media, aggregatori, e-commerce, hosting & file sharing, portali. I modelli di business adottati dagli OTT prevedono una filiera rivolta all’utente finale che comprendono servizi free oppure finanziati dalla pubblicità o completamente a pagamento.

Insomma, la realtà di Internet è quella che desta grande attenzione e curiosità. I quesiti sul futuro riguardano le modalità con cui le aziende si rapporteranno ai nuovi attori in gioco; la loro capacità di leggere gli ultimi trend e di innovarsi di conseguenza; la possibilità per la libertà di condivisione, tema caldo della stagione, di imporsi sulla regolamentazione che difende l’industria della comunicazione.
Non ci resta che attendere.

Serena Prudenzano