Dalla Tv a Twitter. La nuova sfida è sviluppare contenuti adattabili a tutti i media

transmedia_storytelling1Uno dei concetti alla base della teoria delle comunicazioni è che ogni mezzo ha le proprie caratteristiche, che lo rendono più o meno adatto a veicolare determinati contenuti. Certamente i media interagiscono tra loro, pur parlando un linguaggio differente. È un rapporto di contaminazione, che a volte si manifesta come concorrenza per accaparrarsi l’attenzione del pubblico e in altre come cooperazione e supporto reciproco. Basti considerare le critiche che i media tradizionali rivolgono ai social network, ma allo stesso tempo lo spazio che questi ultimi conquistano sulle prime pagine di quotidiani.

È opinione diffusa nel mondo della comunicazione che un contenuto creato esplicitamente per un mezzo, ad esempio la tv, difficilmente possa funzionare in ambiti differenti, a meno di forti stravolgimenti. L’adattamento è la tecnica più usata ma – si sa – spesso il risultato è deludente: un esempio su tutti sono i videogiochi ispirati a film di successo e viceversa. La sfida della comunicazione oggi è invece la creazione di contenuti trasversali, pensati sin dal momento della loro ideazione per poter essere veicolati su più mezzi.

A tal proposito è stata interessante la lettura di un post pubblicato su midiassociais.net, un blog brasiliano che si occupa di nuovi mezzi di comunicazione e in particolar modo dei social network. Proponiamo di seguito la traduzione dei passaggi più interessanti.

“Daniel ha circa trent’anni, adora cucinare e riunire amici in casa. È un ragazzo d’oro, brillante e di bell’aspetto, una di quelle persone che tutti vorremmo avere come amico e le donne come fidanzato. A testimonianza della sua popolarità, in pochi giorni ha accumulato più di cento nuovi amici su Facebook e duecento “followers” su Twitter. Per non parlare degli accessi ai suoi video su Youtube. Ma la cosa più interessante in questa storia è che Daniel non esiste. È un personaggio creato dall’azienda Whirpool per diffondere il brand Brastemp nonché uno dei migliori esempi di “trans-media”, un concetto che sta ridisegnando i rapporti tra media e pubblicità […]”.

“Fondamentalmente si tratta della creazione di contenuti (una serie tv, un cartone animato, un film ecc) pensati sin dal principio per avere una propria vita su mezzi di comunicazione differenti. L’idea è di incrociare tutti i media disponibili, da quelli tradizionali come la tv e la radio, fino ai più recenti, Internet, il telefono cellulare e i videogiochi.

In questa ricerca di contenuti “trans-mediali” o “multi-piattaforma”, come alcuni preferiscono chiamarli, la società Discovery Communications è arrivato a includere addirittura il teatro: la compagnia americana ha portato in scena a Rio de Janeiro e São Paolo uno spettacolo con protagonista il cucciolo Doki […], un personaggio attorno cui sono stati costruiti serie Tv, videogiochi, filmati da diffondere via internet e vario materiale educativo[..].”

“Per superare questa sfida, le imprese stanno investendo sempre di più sulla strategia dello ‘storytelling’[…], che porta per esempio a trasformare un intervallo pubblicitario in una storia divisa in più puntate che gli spettatori abbiano interesse a seguire[…].”

“Lo ‘storytelling’ entra in gioco anche per il personaggio di Daniel, della Brastemp, […] per cui è stata creata una serie di sette episodi di due minuti ciascuno, declinata nel web attraverso un blog e i video. Daniel non è l’unico della sua specie. La Fiat ha contribuito a dare una grossa spinta all’utilizzo dei contenuti trans-mediali con la fiction dell’ex pilota Tony T., in cui un attore brasiliano di 2,10 metri di altezza, fingeva di essere un milionario venuto in Brasile per selezione nuovi piloti per la sua scuderia. La campagna ha avuto il suo picco durante l’edizione locale del Grande Fratello, (seguito da circa 32 milioni di persone) e nel web, dove 170 mila utenti si candidarono per il falso concorso che avrebbe dovuto aprire le porte loro della Formula Uno.

Anche la Philips ha avuto un’idea simile, coinvolgendo il pilota Nico Rosberg nel finto “caso” della sparizione misteriosa del suo casco a São Paulo e nell’organizzazione di un concorso per ritrovarlo, […]. La notizia venne ripresa dal notiziario sportivo ESPN, diventando rapidamente l’argomento più caldo su Twitter e generando molti video su Youtube creati dagli stessi fan”.

Stefano