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17/11/2009 di Luana Andreoni
L’era del Web al quadrato

WEB-SQUAREDNell’ormai lontano 2004 il guru dei guru, Tim O’Reilly, coniò il termine Web 2.0. Un neologismo destinato al successo planetario: fenomeni di massa come Facebook e Twitter ne sono l’esempio più evidente. Eppure, in pieno delirio da social media, nel momento in cui condividere è l’imperativo categorico a cui nessuno può sottrarsi, si sta già facendo strada un nuovo modo di concepire la Rete.

Si tratta del Web², o Web al quadrato. Secondo questa teoria, lanciata dallo stesso O’Reilly in un articolo pubblicato da Forbes.com il 24 settembre, la Rete ormai è ovunque, al punto da poter essere considerata il mondo stesso. 

Parliamo di un Web che esce fisicamente dai computer per avvolgere la realtà, essere fruito in mobilità attraverso strumenti dotati di sensori e sistemi di rivelazione. Un Web che permea il mondo, in ogni dimensione possibile, e che offre servizi e contenuti in base alla nostra posizione fisica, a ciò che stiamo facendo, guardando o ascoltando, o a chi è vicino a noi in quel momento. Un Web in grado di cambiare il nostro modo di percepire la realtà, di interagire, di sentire e tessere rapporti sociali. In parole semplici, di ampliare la nostra realtà.

Ciò su cui O’Reilly insiste, è la possibilità che la Rete coordini le varie applicazioni così come il cervello coordina sensi e movimenti, armonizzandoli con la nostra volontà e i nostri interessi. Il grado di complessità delle relazioni e i risultati a cui si può arrivare sono impressionanti.

Un’affascinante visione fantascientifica? Forse, fino a ieri. Oggi non solo è concettualmente plausibile, ma anche concretamente realizzabile. Saremo dunque degli esseri umani aumentati, alle prese con un’ identità fisica e digitale sempre più inscindibili? Attrezzati con nuovi sensi, in aggiunta ai cinque che già conosciamo, ma che si rivelano oggi insufficienti a esperire la realtà al quadrato? All’emozione di potersi letteralmente auto-potenziare, con l’ausilio delle nuove apparecchiature elettroniche, si associa però qualche interrogativo.

Saremo in grado, come singoli, di gestire quest’enorme potenzialità? Di non perderci nel nulla, nel tentativo di essere presenti sempre e ovunque? Che fine faranno concetti come privacy e riservatezza? E soprattutto, chi sarà chiamato a fare le regole di questa nuova realtà, a sancirne le norme? Sulla base di quali valori? Si tratta di interrogativi pressanti, impossibili da eludere quando ci si trova di fronte a una rivoluzione, a un evento di portata gigantesca, se pure silenzioso.

Una cosa è certa: gli strumenti di raccolta dati nel mondo fisico stanno diventando la spina dorsale dell’intero sistema informativo in Rete. E da una maggiore capacità di elaborare questi flussi giganteschi potrebbe scaturire qualcosa di veramente grandioso. La soluzione ad alcuni dei più gravi problemi dell’umanità, per esempio.

Tema: Società, Web 2.0 | Rubrica: Notizie | Tags: augmented reality, Tim O’Reilly, Web 2.0, Web Squared, Web²

Commenti

  1. Franco D   18/11/2009 alle 13:05

    Ne è la conferma l’ultima iniziativa di Wired che ha candidato internet a Premio Nobel per la Pace 2010! Un esempio di web al quadrato http://www.youtube.com/watch?v=4IodTCAE0RY

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