Le mamme blogger scrivono la sera tardi, quando i bambini sono a letto o la mattina presto, prima che si svegli la truppa familiare. Hanno aperto un blog per uscire dalla solitudine del post parto, lasciare un ricordo ai propri figli e esercitare la propria passione per la scrittura.

Le mamme sono da sempre un segmento di mercato interessante: filtrano le informazioni, le condividono, le commentano e le trasmettono già da prima della nascita di Internet. Lo fanno da sempre all’uscita dell’asilo, mentre aspettano i propri bambini. Ma chi sono, e quante, le mamme blogger d’Italia? E perché aprono un blog?

A queste domande ha tentato di rispondere una ricerca, presentata alla Bocconi di Milano, sullo stato dell’arte dei blog tematici dedicati alla maternità e alla cura dei figli in Italia. Partendo da 250 blog e 20 interviste da cui sono stati tratti i primi risultati, Fattore Mamma e Ask hanno indagato per alcuni mesi il fenomeno. (continua…)

L’alternarsi dell’esperienza di gioco tra una dimensione pubblica e una privata caratterizza da sempre l’evoluzione dei videogiochi e ne condiziona al tempo stesso le modalità di fruizione. La sempre più massiccia diffusione di Internet e il conseguente incremento del gioco online, per esempio, hanno aperto nuove frontiere nel settore del gaming. E generato forme videoludiche ibride, capaci di sintetizzare elementi di socialità – seppure in una forma “mediata”- tipici della dimensione pubblica in contesti di fruizione domestica.
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Kiki ha 26 anni, madrelingua italiana. Sta chattando con Ma Xiao Woi, di origine cinese. Kiki scrive in inglese, Ma Xiao Woi in un italiano incerto, ma comprensibile. Sotto la finestra della chat lampeggiano le icone degli altri amici. Sono 56 ed hanno tutti la stessa caratteristica: non sono italiani. Nel frattempo, arriva una mail: “Congratulations! You’re 25% of the way through Lesson 1” (“Complimenti! Hai completato il 25% della lezione n°1” ) e anche un avviso “20dipolente left a comment on your exercise submission” (”20dipolente ha commentato il tuo esercizio”).

Kiki è un utente di LiveMocha, il primo social network nato appositamente per imparare le lingue. Si tratta di un sistema molto articolato, ma piuttosto intuitivo, che integra un metodo di didattica tradizionale con tutti gli strumenti del Web 2.0. (continua…)