personal-branding_300x200È sempre più evidente il fatto che i social media stanno cambiando il business. Confrontandomi di recente con professionisti esperti di comunicazione, si era d’accordo che – mai come adesso – un Brand è molto influenzato non tanto dalla pubblicità a pagamento, ma da ciò che le persone dicono in Rete su quella marca o quel tale personaggio.

Per analogia, il Personal Branding di ognuno di noi risulta, di fatto, condizionato da cosa il pubblico dice di noi stessi sul web. Stressando il concetto, non è tanto ciò che dici a definire il tuo Brand personale, ma quello che condividi, le conversazioni a cui partecipi e la capacità di mantenere la promessa di valore che sostieni. Di fatto è il pubblico stesso a confermare l’immagine mentale che hai del tuo Brand. (continua…)

onlineshopping“I shop therefore I am”,  il testo della famosa opera degli anni Ottanta dell’artista americana Barbara Kruger è ancora di grande attualità, a patto che venga introdotta la Rete con i suoi strumenti come nuovo elemento di riflessione.

Secondo uno studio recentemente pubblicato, i media sociali su Internet hanno una crescente influenza sul comportamento dei consumatori. Le tradizionali tecniche di e-commerce lasciano il posto alle nuove dinamiche di social shopping. La parola chiave è “condivisione”. Il nuovo modo di fare acquisti online fa leva sull’intelligenza collettiva. Siti di comparazione di prezzi, forum di discussione, social network diventano gli strumenti principali degli utenti consumatori. Il web si trasforma in una piazza virtuale dove avviene lo scambio di informazioni e di raccomandazioni su determinati prodotti e offerte.
Quotidianamente si apre la caccia agli sconti e promozioni: a testimoniare la crescita del fenomeno ci sono nuove piattaforme online nate per questo scopo.

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cultur-e2Sul Web è argomento di discussione e interrogativi. Conosciuto da poco tempo dagli internauti italiani, Quora, il social network ancora in cerca di una vera definizione, fa parlare molto di sé. Nato da un’intuizione di Adam d’Angelo, (ex chief technology officer di Facebook), questa nuova “realtà 2.0” trova il suo punto di forza sulle domande formulate dagli utenti. Ciascun registrato può infatti scrivere un quesito su un argomento che vuole approfondire e chiunque può rispondere. Una via di mezzo tra un forum – in quanto le domande generano discussioni – e un aggregatore di interrogativi, questa nuova piattaforma, dopo pochi mesi, vanta gli interventi di alcuni volti noti come Bret Taylor, tra i fondatori di Friendfeed, chiamato in causa a spiegare perché in America, il social network da lui progettato sta “perdendo quota”.  Al contrario di Yahoo Answers o LinkedIn Anwers, Quora si definisce come «un insieme in continuo miglioramento di domande e risposte, creato, curato e organizzato dai suoi stessi utilizzatori». Una sorta di ecosistema che per sopravvivere non ha bisogno di altro al di fuori degli utenti/consumatori. Insomma, è la forza del crowdsourcing che permette di superare le tradizionali fonti della conoscenza, utilizzando i contenuti generati dalla community.
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