Puoi essere stato accusato di sette omicidi, aver fatto una settantina di rapine, quattro sequestri di persona e vari tentativi di evasione. Ma da dietro le fredde sbarre di una prigione è sempre un sentimento duro e puro quello che ti fa bruciare l’animo e ti accomuna a migliaia di disgraziati: è l’ansia di essere amati da qualcuno.

Sarà per questo che persino il più celebre malvivente italiano degli anni ’70 – tal Vallanzasca Renato, nato a Milano nel lontano maggio del 1950, dietro le sbarre da 38 anni per scontare una condanna a quattro ergastoli e 260 anni – ha sentito l’impulso di abbracciare la tecnologia del terzo millennio per raccontare le sue verità. E sentirsi meno solo.

Oltre al blog di Vallanzasca, nato qualche mese fa per interposta persona (dato che i detenuti non possono connettersi alla Rete), sono numerosi in Italia i siti web che raccontano le storie di chi è detenuto. Per motivi di sicurezza, internet è tuttora interdetto nelle carceri italiane. La ragione di questa limitazione è che, a differenza della posta ordinaria, la Rete non permette all’amministrazione carceraria di operare un controllo sui contenuti dei messaggi in ingresso e in uscita. (continua…)

“In futuro ognuno avrà i suoi cinque minuti di celebrità”, affermava Andy Warhol decenni prima della rivoluzione mass-mediatica, e l’incredibile successo di YouTube sembra aver confermato questa profezia nel più esemplare dei modi.

Non a caso lo slogan della nota piattaforma di video-sharing è “Broadcast Yourself”, chiaro invito agli utenti a dar sfogo al narcisismo, alla voglia di esserci e soprattutto di apparire, espandendo la propria persona ben oltre i naturali limiti fisici. Invadere il Web col proprio volto, mostrarsi al meglio e al peggio delle proprie possibilità è stato, e continua ad essere per milioni di ragazzini, un vero modus vivendi, al punto che buona parte dell’esistenza reale viene esperita in funzione di una successiva riproposizione sul Web. Per condividere spezzoni di vita, volti, personalità, fatti e sentimenti. Il minimo comun denominatore di questa impressionante mole di video è il desiderio dei protagonisti di affermare la propria presenza e segnalarsi alla comunità. (continua…)

Data la molteplicità di siti di proprietà e della loro diversità di struttura e logica grafica, il Gruppo Ferrovie dello Stato ha deciso di attuare un processo di armonizzazione attraverso la creazione di un nuovo portale internet che sia il punto di riferimento e di accesso unico a tutti i servizi e contenuti  offerti.

Il nuovo progetto è stato realizzato tenendo conto dei seguenti obiettivi:

continuità del modello grafico, di navigazione e dell’organizzazione dei contenuti delle aree dedicate che compongono il portale, pur nella distinzione e caratterizzazione delle singole specificità secondo gli obiettivi di comunicazione, di contenuto o di servizio

accessibilità nel rispetto degli standard W3C e della Legge Stanca, in modo da agevolare l’ingresso a informazioni e servizi diversificati per target, funzione o argomento da parte di tutti gli utenti, comprese le categorie svantaggiate (disabili, anziani, utenti stranieri o poco esperti)
Navigazione orizzontale tra le aree dedicate, secondo un modello non gerarchico e organizzato per tema

trasversalità e sinergia tra i contenuti e i servizi offerti da siti e aree dedicate, tramite richiami e rimandi contestuali (banner cross-promotion, link, ecc.)

targetizzazione di servizi e contenuti, tramite ingressi diversificati che corrispondono alle esigenze di target d’utenza differenti

interoperabilità informatica e di contenuto, grazie a una redazione centrale e una rete distribuita di operatori che possono condividere contenuti tramite un’unica piattaforma tecnologica (continua…)