I geo-dati che semplificano la vita in Germania

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Vivere in città orientate alla costruzione di un futuro sostenibile è diventata esigenza comune a molti. Se nel mondo si fa sempre più strada il concetto di “smart city”, come realizzare queste città intelligenti? Partendo dall’elaborazione di dati digitalizzati, il cui volume raddoppia ogni due anni su scala planetaria, con “big geo-data” dall’alto potenziale e “open”, liberamente fruibili dagli utenti.

La città, però, non ha solo bisogno di tecnologie smart, ma anche di scelte politiche lungimiranti: solo attraverso un’infrastruttura efficiente per l’informazione territoriale, i comuni saranno in grado di affrontare le sfide della città di domani.

In questo la Germania sembra essere già un passo avanti, con esempi avanzati di gestione dei dati comunali, in forma digital, geolocalizzata e open.

Alcuni buoni esempi di smart city

I campi d’azione sono davvero molti. A Bielefeld, nella Renania settentrionale, i beni immobiliari sono stati geo-localizzati in centinaia di mappe online. Uno strumento che permette di individuare i lavori in corso in determinati quartieri, le eventuali “crepe” e fenditure sugli edifici. L’accesso alle mappe è semplice e immediato, con una query basata sul nome della località e dei dati castali. Ottimo punto di partenza per chi deve vendere o comprare casa, oppure programmare dei lavori.

 

befield

 

A Stoccarda è stato istituito un dipartimento di ingegneria civile che coordina le procedure di e-government locale. Nella città vengono eseguiti circa 4mila scavi all’anno su strade pubbliche: per gestirne meglio l’impatto sul territorio è stata creata un’applicazione. In questo modo, in fase di pianificazione o di realizzazione, i dati di progetto possono essere scambiati con i fornitori esterni, ottenendo un maggiore coordinamento tra i soggetti coinvolti e un notevole risparmio in termini di costi, con ricadute positive anche su privati e cittadinanza.

Il sistema di geo-informazione di Bonn, invece, permette un’organizzazione digital dei servizi invernali. Si tratta per lo più di opere di sicurezza della rete di trasporto pubblico su percorsi dedicati. Una mappa interattiva consente di accedere a informazioni su viabilità e servizi speciali dovuti al freddo o a festività nazionali, con interessanti opportunità per l’ottimizzazione della macchina organizzativa locale.

A Monaco un database è in grado di gestire un’attività molto redditizia come il turismo gastronomico. Una banca dati con più di 1.000 voci tra hotel, ristoranti, pub e bar è accessibile a tutti tramite una app, con dati in continuo aggiornamento su concessioni, immobili e licenze commerciali. E se da un lato gli utenti possono esprimere una valutazione sulla singola struttura, dall’altro le autorità hanno un più facile controllo su eventuali illeciti.

Innovativa anche l’applicazione che guarda ai tetti di Berlino: si chiama Solar Atlas e permette di rilevare il livello di energia solare che ciascun edificio è in grado di produrre, anche solo potenzialmente. Ciò consente di capire se e quanto il tetto di uno stabile è adatto a installazioni di panelli solari e, soprattutto, se vale la pena investire. Se sulla mappa 3D il tetto è rosso vuol dire che è adatto al fotovoltaico, se è grigio è meglio lasciare perdere l’investimento.

 

solar atlas

 

La condivisione dei dati va a beneficio di tutti

Se la Germania è un primo modello nella gestione dei servizi pubblici in forma smart, tuttavia l’accesso a questi preziosi dati non è ancora diffuso ad ampio raggio.

Come previsto dalla direttiva INSPIRE EU (INfrastructure for SPatial InfoRmation in Europe), le informazioni geo-referenziate di carattere ambientale andrebbero rese omogenee e condivisibili in tutto il paese e in tutta l’Unione europea.

L’obiettivo delle smart city di domani è ambizioso: comunicare tra di loro all’interno di un sistema europeo interconnesso e open, che garantisca la privacy dei dati gestiti.
La sfida è elevata. La Germania è già un passo avanti.

 

A cura di Marina Bonifacio e Valentina Grieco

Valentina Grieco

Analista specializzata in energia, bancario-assicurativo, arte e design. È studentessa di Design, comunicazione visiva e multimediale con una specializzazione in corso su data visualization, infografica e architettura dei dati. Dal 2015 collabora con Cultur-e nell’analisi e monitoraggio di brand e top manager, campagne di marketing e crisis management. Lingue: italiano, inglese e portoghese.