India: il mercato che verrà sarà dominato da Analytics e Big Data

Big Data India

Raccolta e analisi di Big Data. In India non è più possibile farne a meno. Tanto che uno dei maggiori soggetti di controllo del paese – il Comptroller and Auditor General (CAG) – ha rilasciato una Policy per la gestione dei Big Data per governare e limitare l’abuso dei dati raccolti e lavorati, e ha inaugurato il Centre for Data Management and Analytics (CDMA) a Nuova Dheli per agevolare il processo di verifica e rendere un servizio sicuro e di qualità al governo.

Se digital, ogni azione lascia una traccia di sè

La sete di Big Data e di analisi predittive è in crescita esponenziale, in India come in tutto il mondo, specie nei settori bancario, finanziario, assicurativo, del retail, delle telcom, della salute. Abbandonate le indagini di mercato, ormai troppo costose e più difficili da realizzare, oggi aziende, organizzazioni governative e associazioni no-profit investono sempre di più nella raccolta dei dati che le persone lasciano dietro di sé, ogni giorno. Una chat o un commento in Rete, l’obliterazione di un biglietto sull’autobus, una prenotazione medica, una polizza assicurativa: tutto è archiviabile, collegabile e processabile. Sono necessarie la giusta tecnologia, menti analitiche e congrui finanziamenti. Ed è quello che ha messo in pratica il dipartimento di Scienza e Tecnologia del governo indiano avviando un programma di finanziamento in Big Data (Big Data Initiative Programme) sul territorio nazionale che ha riscosso grandi risultati.

Il futuro si alimenta di Big Data

Secondo un report redatto da NASSCOM, l’associazione nazionale di software e servizi, oggi l’India è tra i primi 10 mercati al mondo nel settore, ma potrebbe rientrare tra i primi 3 entro il 2019. Le stime indicano che il business dei dati potrebbe raggiungere un valore di circa 2,3 miliardi di dollari entro la fine del biennio 2017-18 (più del doppio rispetto al 2015, quando la quota di mercato toccò quota 1 miliardo) e arrivare a 16 miliardi nel 2025. Obiettivo non da poco. Di certo le potenzialità e l’impegno non mancano, con 600 aziende di analytics, di cui 400 start-up che hanno goduto di un investimento totale di circa 700 milioni di dollari negli ultimi tre anni. E sono circa 90.000 le persone impiegate. Dopo gli Usa, è qui che si trova la più grande domanda di profili di Data Scientist, Data Analyst, Big Data Engineer, con stipendi che fanno gola a molti. Secondo l’Analytics and Big Data Salary Report for India del 2016, un professionista con una conoscenza approfondita in questo settore guadagna mediamente l’8% in più di altri professionisti.

 

India Big Data

Per Reliance Jio, azienda di Mobile Internet e Big Data tra le più grandi di Mumbai, i dati sono l’ossigeno dell’era digitale. L’obiettivo di Jio è connettere milioni di indiani ancora esclusi dal digital attraverso smartphone e soluzioni di facile accesso, per raccogliere elevate quantità di dati da offrire ad aziende o a progetti governativi indirizzati al pubblico.

L’utilizzo dei Big Data non è finalizzato solo al business, ma anche a progetti di pubblica utilità. Gli analisti di Lux Research – azienda multinazionale di consulenza e ricerca – hanno realizzato un sistema di monitoraggio real time e di elaborazione di insight per migliorare il sistema di logistica e distribuzione dei vaccini in India e per rendere più sicuri i reagenti biologici. DISCOMS, invece, sta raccogliendo dati da sensori installati nel cosiddetto ‘ultimo miglio’ di fornitura di energia elettrica, per identificare modelli di consumo energetico utili a prevenire blackout o perdite e sprechi. Dal canto suo, il governo sta attuando un programma di archiviazione ed elaborazione di dati da transazioni digitali e informazioni raccolte dalle aziende, per ridurre il mercato nero e aumentare la percentuale di chi paga le tasse (oggi a livelli minimi del 3-4% della popolazione nazionale). Anche le organizzazioni no profit utilizzano i Big Data: la fondazione Akshaya Patra a Bangalore ha abbattuto i costi e ottimizzato i processi di distribuzione del cibo nelle scuole, analizzando e incrociando i dati relativi al numero di veicoli utilizzati, al tempo di trasporto, alla benzina consumata.

L’ossigeno dell’era digitale circola velocemente e viene respirato a pieni polmoni da Nuova Delhi a Bangalore. L’india diventerà il nuovo centro di eccellenza dei Big Data e degli Analytics? Noi continueremo a monitorare l’andamento e a fornire aggiornamenti.

Katiuscia Carnà

Analista con specializzazione in lingua e cultura indiana, sociologia, intercultura e religioni. Dopo una laurea in Lingue e civiltà orientali e due diplomi di master in Religioni e mediazione culturale e in Sociologia, teoria e ricerca, ha vinto un PhD in Ricerca educativa e sociale. È insegnante di lingua hindi e cultura indiana, traduttrice e mediatrice linguistico culturale, co-autrice di testi e percorsi di interreligiosità. Ha svolto studi e progetti di volontariato in Africa e India, e ricerche su temi di cultura indiana e punjabi sikh. Lingue: italiano, inglese, hindi urdu, bengali.

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